Venezia, Antonelli: "Non potevamo impedire a Doumbia di giocare la Champions"
Il direttore sportivo del Venezia Filippo Antonelli ha rilasciato un'intervista a Rete8 in cui è tornato sulla promozione in Serie A soffermandosi poi sui temi di mercato e in particolare dei possibili affari con il Pescara: “Due anni fa a Venezia abbiamo perso la categoria, ma non la rotta che è quella che ci ha guidato quest’anno per arrivare a questa promozione tanto desiderata e tanto voluta perché averla persa all’ultima giornata è stata un danno morale più che economico perché questi ragazzi ci hanno riportato in Serie A in maniera entusiasmante e con un allenatore che offerto un gioco propositivo e dominante, siamo una bella realtà. La nostra filosofia è avere un’identità tecnica forte perché è grazie a questo che ci riusciamo a riconoscere rispetto alle altre".
Spazio poi alla cessione di Doumbia allo Sporting CP: "È stata una grande intuizione avuta due anni fa, un giocatore italiano preso dalla Serie C. Siamo felicissimi per il percorso che ha fatto il ragazzo. Non avevamo la necessità di venderlo a tutti i costi, volendo stabilmente restare in Serie A, ma di fronte a certe offerte non si può impedire a un ragazzo di andare a giocare la Champions League e quindi siamo felicissimi per la plusvalenza e per il giocatore".
Spazio poi al rapporto con il Pescara e ai possibili movimenti di mercato: “C’è sempre un rapporto con il club e la dirigenza perché il Pescara ha sempre giovani interessanti ed è un mercato a cui guardo perché cerco di fare il bene del Venezia e devo cogliere le occasioni che si presentano. Berardi-El Haddad? Sono due ragazzi di talento, il secondo deve solo trovare la sua strada per mostrarlo e dunque deve trovare un squadra di qualità e propositiva. L’apertura c’è da parte mia, a Pineto ha fatto vedere di poter giocare in Serie C, è stato campione del Mondo Under 20 con il Marocco e noi ci crediamo tantissimo. Panada e Cannavò? Sono valutazioni che faranno il presidente e la dirigenza del Pescara, la porta da parte mia è aperta. Pescara resta una piazza desiderata dai giocatori, che spero possa tornare in Serie B il prima possibile, e se c’è qualche possibilità per i miei giocatori di venire qui sono aperto per fare qualcosa".
Infine un pensiero sulla retrocessione del club abruzzese: "Da tifoso speravo nella salvezza del Pescara, la delusione è stata doppia, ma bisogna pensare a migliorare Il Pescara deve costruire la rosa più forte possibile. Deve fare qualcosa per i tifosi che sono imprescindibili. Fondamentale l’unione di tutte le componenti. Senza, non si va da nessuna parte”.











