Zero successi esterni e due sole vittorie: i record di un Pisa incapace di tenere il passo della Serie A
L'aritmetica e le statistiche, nel calcio, non raccontano sempre tutta la verità, ma nel caso del Pisa edizione 2025-2026 fotografano con spietata esattezza i contorni di una stagione disastrosa. Il ritorno in Serie A del club nerazzurro si è trasformato in un lungo calvario sportivo, conclusosi con un inevitabile ultimo posto. Un epilogo sancito da un bottino di appena 18 punti, frutto di sole due vittorie, dodici pareggi e la bellezza di ventiquattro sconfitte complessive. Con 26 gol realizzati e 71 subiti, la squadra toscana ha attraversato il campionato con un passo insostenibile per la massima serie, finendo per riscrivere in negativo diverse pagine del libro dei record del calcio italiano.
Il dato forse più eclatante, e che consegna questa annata agli annali per i motivi sbagliati, è il rendimento offensivo all'Arena Garibaldi. Nelle diciannove gare disputate davanti al proprio pubblico, il Pisa è andato a segno in appena nove occasioni. Si tratta del nuovo record assoluto per il peggior attacco casalingo nella storia della Serie A a venti squadre. Il primato precedente apparteneva all'Empoli, che nella stagione 2024-2025 si era fermato a dieci reti interne. Una media inferiore a mezzo gol a partita tra le mura amiche ha progressivamente svuotato di significato il fattore campo, trasformando lo stadio di casa, solitamente un fortino per le squadre in lotta per la salvezza, in un ostacolo insormontabile.
Lontano dalla Toscana le dinamiche non hanno trovato alcun giovamento, assumendo anzi contorni di cronica impotenza. Il ruolino di marcia in trasferta si è chiuso senza alcuna vittoria: zero i successi in diciannove viaggi, mitigati solamente da otto pareggi e appesantiti da undici battute d'arresto. La gestione tecnica, passata dalle mani di Alberto Gilardino a quelle di Oscar Hiljemark, non è mai riuscita a invertire la rotta lontano dalle mura amiche. Sotto la guida dell'allenatore svedese, in particolare, la squadra ha evidenziato una preoccupante sterilità, mancando l'appuntamento con il gol in trasferta per ben otto partite consecutive. Le uniche due affermazioni dell'intero torneo sono arrivate all'Arena, contro Cremonese e Cagliari. Proprio il misero dato delle vittorie totali, fermo a quota due, permette al Pisa di eguagliare il primato negativo storico dei tornei a venti squadre, affiancando due formazioni protagoniste di annate altrettanto buie: il Chievo Verona (2018-2019) e la Salernitana (2023-2024).
Nonostante un simile collasso prestazionale, un'analisi trasversale dei numeri rivela come i nerazzurri abbiano evitato primati ancor più mortificanti per questioni puramente marginali. I 18 punti totalizzati in classifica consentono infatti alla squadra di non infrangere il record del peggior punteggio di sempre (nell'era dei tre punti), salvando le statistiche per una sola lunghezza rispetto ai 17 punti raccolti dalla Salernitana due stagioni or sono. Allo stesso modo, le tredici sconfitte interne sfiorano il baratro toccato dal Pescara nel 2012-2013 (quattordici k.o. casalinghi), mentre i 10 punti conquistati all'Arena restano a debita distanza dal record negativo di 8 punti, condiviso dalla stessa Salernitana e dal Monza. Anche il computo totale delle marcature (26 gol) è bastato a non eguagliare la magra quota 24 appartenente a Treviso, Cesena e Sampdoria.
Tuttavia, l'immagine più fedele della resa nerazzurra è rintracciabile nella drammatica parabola finale. La squadra ha infatti concluso il proprio percorso affrontando una vertiginosa caduta libera, concretizzatasi in una serie ininterrotta di nove sconfitte consecutive. Se a livello nazionale questo dato non insidia le storiche e drammatiche sequenze di Brescia (sedici sconfitte a cavallo tra il 1995 e il 1997) e Benevento (quattordici k.o. iniziali nel 2017), per il club toscano rappresenta il peggior filotto negativo in assoluto della propria intera storia. Una resa incondizionata che ha evidenziato non solo i limiti strutturali e tattici dell'organico allestito, ma anche un profondo scollamento psicologico subentrato negli ultimi due mesi di competizione.
Ora, spenti i riflettori sui palcoscenici della Serie A, alla dirigenza spetta il gravoso compito di raccogliere i cocci. I freddi dati del campionato 2025-2026 non ammettono repliche né alibi: la ripartenza dalla Serie B richiederà un'autocritica lucida e una ricostruzione profonda, fondamentale per cancellare le scorie di un'annata vissuta in perenne apnea e stabilmente in fondo a ogni graduatoria.











