Empoli, Caserta: "Domani conta una cosa: mantenere la categoria. I 'se' non li considero"
Fabio Caserta ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Monza-Empoli, sfida valida per la 38ª e ultima giornata della stagione regolare di Serie B. Per i toscani, un risultato positivo vorrebbe dire salvezza matematica. Di seguito le parole del tecnico.
"Io sto bene, i ragazzi stanno bene, abbiamo la consapevolezza e sappiamo quanto sia importante la partita di domani e quindi ci siamo preparati bene per affrontare una gara molto difficile contro una squadra forte che lotta ancora per dare la vittoria al campionato, che ha dimostrato nell'arco del campionato di essere superiore nettamente a noi e quindi domani dobbiamo essere noi a cercare di metterle in difficoltà e di cercare soprattutto di non far vedere questa differenza che c'è stata nell'arco del campionato e lo possiamo fare solo attraverso la partita di domani, dobbiamo cercare di essere domani superiori a loro nei 90 minuti perché sappiamo che per noi significa tantissimo, per loro anche, però noi dobbiamo pensare al nostro percorso".
Sulle condizioni fisiche della rosa e sui possibili recuperi:
"Oltre il solito Pellegri abbiamo qualche acciaccato, bisogna valutare domani nella rifinitura di domani mattina, cercare di vedere quanto e quali giocatori riusciamo a recuperare, abbiamo qualche acciaccato però ci sarà la giornata anche di domani per valutare bene".
Gli è stato chiesto del peso dell'assenza dei tifosi e cosa si aspetta di diverso rispetto alle occasioni già mancate in precedenza:
"Innanzitutto non pensare a quello che è stato, perché il passato in generale non solo nel calcio ma nella vita non possiamo fare niente, ormai è passato, bisogna analizzare, bisogna valutare bene gli errori che sono stati fatti ma non ragionare più e pensare al passato, domani non c'è tempo per pensare, c'è tempo solo per agire, abbiamo la possibilità di poter consolidare e mantenere la categoria, dipende da noi, non bisogna guardare il risultato anche se sarà difficile, il risultato delle altre partite, l'abbiamo visto sulla nostra pelle che la partita con l'Avellino, se non vinci quelle partite puoi guardare il risultato delle altre, conta ben poco, quindi noi dobbiamo fare e dobbiamo farci forza soprattutto su noi stessi, non sugli altri, quindi quello che spero, che voglio e che vorrei soprattutto vedere domani, l'atteggiamento della squadra che ho visto contro l'Avellino, una squadra che ha voglia di ottenere un risultato, la squadra che sa l'importanza della gara, sa quanto può significare, quanto significa ed è importantissimo per noi fare un risultato domani, per quanto riguarda i tifosi è normale queste partite, già a prescindere da tutte le partite, giocare con i propri tifosi, l'abbiamo visto in casa ma anche tante partite fuori casa, l'aiuto dei nostri tifosi è determinante, determinante nei momenti di difficoltà, soprattutto in alcuni giocatori magari a livello caratteriale che hanno bisogno del sostegno dei propri tifosi, non giocare queste partite o giocare meglio queste partite senza tifosi è brutto, è difficile, soprattutto queste partite, però non possiamo farci niente, hanno deciso così, dobbiamo fare qualcosa in più anche per loro, perché so quanto soffrono, so quanto soffriranno a stare lontano dalla squadra e quindi lo dobbiamo fare, con lo sforzo in più, lo dobbiamo fare soprattutto anche per loro".
Gli è stato chiesto se, nell'eventualità, i playoff possano essere visti come un'opportunità o un handicap:
"No guardi, io non faccio queste considerazioni, non le penso neanche, perché ho detto anche in altre circostanze, sono molto pessimista però nel mio lavoro cerco di essere molto ottimista e quindi vedere le cose sempre in modo positivo, se penso a quello che può succedere con un risultato negativo non sto pensando positivo, sto pensando in modo negativo, io non posso trasmettere questo alla squadra, ai miei giocatori, alla città, a voi, no, io voglio trasmettere positività, perché credo che fare delle cose con uno spirito positivo ti può aiutare sotto tutti i punti di vista, ma io in questo momento non la valuto e quindi non la penso neanche se può essere o meno una chance, io guardo che domani e soprattutto analizzo il presente, che domani c'è la possibilità di non arrivare a quello che dice lei, pensare che può essere magari un ripiego o una chance, quindi io non la considero neanche oggi, penso che domani c'è la possibilità di mantenere la categoria, come? Ottenendo un risultato importante, andare a Monza e fare una vittoria, perché è vero che loro lottano per la vittoria del campionato, è vero che come ho detto prima sono superiori a noi, l'hanno dimostrato nelle 37 partite se non erro, però domani c'è una partita, noi dobbiamo essere superiori, cercare quanto meno di essere superiori nei 90 minuti, perché se analizzi il campionato è impensabile pensare che possiamo fare risultato pieno, invece non penso questo, non penso nelle 37 partite, ma penso che domani c'è la possibilità di ottenere un risultato pieno contro una squadra forte, con le qualità che ha dimostrato, però c'è la possibilità e quindi noi dobbiamo cercare di sfruttare questa possibilità, poi quello che succederà dopo la partita valuteremo, io mi auguro di non avere nessun altro tipo di pensiero e di poter festeggiare con i ragazzi e con tutti la permanenza nella categoria, i 'se' non li considero".
Gli è stato chiesto dell'assetto difensivo ritrovato a partire dalla trasferta di Venezia e del piano gara contro un Monza che partirà forte:
"Io credo che non dobbiamo commettere l'errore di fare troppi pensieri, pensare al risultato delle altre, no, noi dobbiamo essere già convinti e avere la consapevolezza che il Monza partirà forte, che farà di tutto per mettere la partita come vogliono, magari andare subito in vantaggio, mettere pressione magari al Frosinone dall'altra parte perché si contendono la promozione in Serie A, quindi io mi aspetto questo, sono convinto che il Monza partirà forte, noi dobbiamo partire altrettanto forti, dobbiamo far vedere che abbiamo il rispetto di tutti ma non la paura di trovare una squadra che parte forte. Per quanto riguarda il modulo ho detto quando sono arrivato, il sistema di gioco, ho un sistema di gioco poi devo guardare i giocatori che ho a disposizione come caratteristiche, soprattutto dal punto di vista fisico, come stanno, quando sono arrivato Romagnoli non stava bene, veniva da un periodo molto lungo tra infortuni e robe varie, quindi pensare di mettere Romagnoli dall'inizio quando sono arrivato era difficile, farlo giocare a due perché volevo giocare a quattro è ancora più difficile, ma queste sono considerazioni che magari mi sbaglio però per come vedo i giocatori, per come li alleno e per come li vedo durante la settimana faccio delle valutazioni, poi abbiamo cambiato tanti sistemi di gioco, capisci che quando non arrivano i risultati, magari ti arriva una buona prestazione e a volte la prestazione non arriva neanche, cerchi soprattutto nel breve di dare delle sicurezze ai giocatori, cambiando spesso sistemi di gioco, a volte magari non dai delle certezze, però se glielo fai capire ai calciatori perché cerchi di cambiare, perché cerchi magari di mettere ogni singolo calciatore nel proprio ruolo e farlo esprimere al massimo, poi tutto quello che tu vuoi fare dipende oltre le caratteristiche dal momento dello stato di forma dei calciatori, quando ho visto Romagnoli che stava bene e come lo volevo vedere mi dà delle sicurezze di difesa, quindi ho cercato di mettere una difesa a tre, io non mi sposo con i sistemi di gioco, nella mia carriera ho cambiato tanto in base sempre ai giocatori, può giocare a tre e magari costruire a due o viceversa e quindi vedere domani chi ha recuperato al massimo, chi sta bene, dobbiamo vedere come sta Gio perché è uscito negli ultimi venti minuti, come sta Nasti, bisogna valutare come sta Elia, bisogna valutare tanto".
Sui calci piazzati come possibile arma in più:
"In tutte le partite, non solo domani, io credo tanto nelle palle inattive per un semplice motivo, che se hai uno o più giocatori che battono bene, poi hai degli ottimi colpitori di testa, devi cercare di sfruttarle perché una partita fatta male, ma l'abbiamo visto non solo in Serie B o in Serie A, in tutte le categorie, in tutte le competizioni, quando capita di fare una partita fatta male, un calcio piazzato cambia l'inerzia di una partita, sia in positivo che negativo, se fai una grande partita prendi gol da un calcio piazzato e diventa tutto più complicato e quindi quando c'è la palla ferma e sei tu che devi decidere cosa fare, allora la devi sfruttare perché poi quando la palla è in movimento ci stanno tante variabili durante l'arco della partita, durante l'arco di un'azione e quindi lì devi essere bravo a cercare di leggere bene l'azione, nel calcio piazzato io credo tantissimo, in tutte le squadre dove sono stato, credo che le partite spesso e volentieri si decidano sui calci piazzati, se andiamo a guardare il Frosinone, al di là del campionato stratosferico che ha fatto, avendo un calciatore come Calò, che ogni calcio piazzato diventa una palla molto pericolosa, poi tra assist e gol che ha fatto, non a caso al di là delle qualità non solo su palle inattive di quello che ha fatto durante la partita, il Frosinone le parecchie partite le ha sbloccate su calcio piazzato, quindi i calci piazzati fanno la differenza, non solo in Serie B ma in tutte le categorie".
Gli è stato chiesto se, rispetto alla gara di Venezia giocata con un'interpretazione più prudente, ci sarà qualcosa di diverso visto che l'Empoli ha bisogno di vincere:
"Sono due squadre diverse, momenti diversi, squadre diverse perché il Monza è una squadra molto forte, gioca bene e individualmente sono forti, il Venezia è un tipo di calcio che mette in difficoltà tutte le squadre in Serie B, perché porta tanti giocatori sopra linea palla, perché nella costruzione fa un tipo di costruzione che per forza di cose anche se giochi con due attaccanti ti porta a difendere, ti porta a farti abbassare con tanti giocatori, quindi la partita di Venezia è stata fatta per questo motivo, con quelle caratteristiche, scegliendo un attaccante in meno, cercando di difendere in modo diverso, è vero che noi dobbiamo vincere, cercare quantomeno di vincere, ma non sempre vinci se metti 4-5 attaccanti, ci serve anche tanto equilibrio, perché noi dobbiamo stare equilibrati e stare in partita per tutti i 90 minuti, perché nei 90 minuti abbiamo visto anche ieri guardando le partite dei playoff di Serie C, tante squadre, magari il Cosenza che è andato in vantaggio poteva fare il 2-0, il 3-0, l'ultimo minuto del primo tempo prende gol e diventa un'altra partita, quindi noi dobbiamo cercare di stare sempre in equilibrio, avere un equilibrio e stare sempre in partita, poi fare la scelta se giocare con uno o due attaccanti o con un attaccante, un tre quarti, io penso che poi alla fine nel complesso devi trovare un equilibrio in tutti i reparti".
Gli è stato chiesto cosa vorrebbe vedere dalla sua squadra, oltre al carattere già mostrato contro l'Avellino:
"Al di là di tutto vorrei vedere la mia squadra che torna a casa con i tre punti, poi carattere o meno carattere, domani a me non interessa né il carattere, né la tecnica, né la tattica, né la bellezza della partita, mi interessa solo una cosa, mantenere la categoria, in tutti i modi pur di mantenere la categoria e di non pensare a quello che è stato detto in un futuro, vedere se è un'opportunità o un ripiego, quindi domani conta poco, conta solo una cosa, mantenere la categoria e fare di tutto per mantenere la categoria, io guardo il presente, non guardo troppo in là, non guardo dietro perché dietro non posso fare niente e non guardo molto in là, guardo nel presente, nel presente la cosa più importante".











