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Juve Stabia, De Giorgio: "Serve cattiveria. Vogliamo lasciare l'ultimo posto"

Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 13:49Serie B
17.10.2026 13:49Serie B
Il tecnico alla vigilia del Sudtirol: "Dobbiamo essere aggressivi e lucidi". Possibili rotazioni, fiducia in Buglio e appello ai tifosi del Menti
FotoTUTTOmercatoWEB

La Juve Stabia cerca una svolta contro il Sudtirol. Alla vigilia della sfida valida per la 7ª giornata di Serie B, il tecnico Pietro De Giorgio ha analizzato il momento delle Vespe, reduci dal pareggio amaro sul campo della Virtus Entella, maturato con una rete avversaria nel finale.

Mister, la trasferta contro la Virtus Entella ha lasciato amarezza e rabbia per una vittoria sfumata nel finale. Come avete vissuto la settimana e che partita si aspetta contro il Sudtirol?
"È stata una settimana impegnativa, soprattutto perché il mancato successo di Entella, per come è maturato, ha lasciato tanto rammarico e rabbia. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi, perché credo che per quanto hanno fatto vedere avrebbero meritato la vittoria. Sarebbe stato un risultato importante, che ci avrebbe permesso di salire a otto punti e di avvicinarci alla zona playoff, dando ulteriore valore al percorso che stanno facendo. Adesso, però, dobbiamo guardare avanti. Abbiamo lavorato molto bene e affrontiamo una squadra con numeri importanti, da alta classifica. Il Sudtirol è organizzato, vuole giocare a calcio e ha principi molto chiari, che abbiamo analizzato con attenzione. Sarà una partita complessa, nella quale servirà la migliore Juve Stabia per riuscire a vincere".

La sensazione è che la Juve Stabia stia crescendo progressivamente, ma manchi ancora il successo capace di sbloccare definitivamente la squadra. Quanto sarebbe importante riuscire a vincere davanti al proprio pubblico?
"Sono pienamente d'accordo. Il rammarico per i tre punti mancati è grande, perché una vittoria darebbe ai ragazzi maggiore tranquillità e serenità, permettendo loro di scendere in campo con meno pressione. La classifica attuale ci fa arrabbiare e innervosire, così come accade ai nostri tifosi. Credo che alcune polemiche siano legate proprio a questa situazione, che non accettiamo nemmeno noi. Per quanto visto sul campo, ritengo che il percorso della Juve Stabia sia stato positivo, con prestazioni che stanno migliorando progressivamente. Siamo un gruppo nuovo e abbiamo ancora margini di crescita. Contro l'Entella avremmo dovuto chiudere la partita prima del novantesimo, perché abbiamo avuto diverse occasioni per farlo. Dobbiamo essere più incisivi. Allo stesso tempo, ci sono aspetti positivi: nel secondo tempo, dopo il nostro vantaggio, non abbiamo concesso neppure un tiro in porta. Fa ancora più male subire un gol al novantacinquesimo su un cross, senza aver concesso una conclusione nello specchio. Ma questa squadra sta dimostrando di avere personalità, soprattutto in trasferta. Adesso dobbiamo cambiare passo in casa, tornare a vincere e conquistare punti al Menti, come la Juve Stabia ha saputo fare negli ultimi anni".

La formazione vista a Chiavari subirà modifiche? Il Sudtirol ha dimostrato di poter utilizzare diversi sistemi di gioco: quanto può complicare la preparazione della partita?
"Dopo la sosta abbiamo recuperato quasi tutta la rosa e voglio iniziare a effettuare qualche rotazione, dando spazio anche a chi ha giocato meno. Ci sono ragazzi che stanno lavorando bene durante la settimana e mi hanno mandato segnali importanti. Abbiamo una rosa abbastanza ampia e credo sia giusto provare a coinvolgere più giocatori. Per quanto riguarda il Sudtirol, in fase di non possesso si dispone con un 5-4-1 molto ordinato, con principi difensivi precisi. In costruzione può giocare con tre difensori e dispone di giocatori offensivi bravi ad attaccare la profondità. È una squadra con un'identità forte, proprio come la nostra. Ci troveremo di fronte due formazioni che vogliono giocare, tenere il pallone e imporre il proprio calcio. Sarà interessante capire chi riuscirà a gestire maggiormente il possesso, ma sarà altrettanto determinante la fase di non possesso".

Al di là degli aspetti tattici, che tipo di Juve Stabia vuole vedere in campo contro il Sudtirol?
"Voglio vedere una squadra che mandi fin dall'inizio un messaggio chiaro ai nostri tifosi: dobbiamo essere aggressivi, lottare su ogni pallone e avere la personalità necessaria per giocare quando siamo in possesso. Abbiamo migliorato tanti aspetti, ma ce ne sono ancora altri sui quali dobbiamo lavorare. In questa settimana ho insistito soprattutto sull'atteggiamento. Vogliamo dimostrare di essere una squadra che lotta insieme ai propri tifosi e alla città per lasciare l'ultimo posto in classifica".

Contro l'Entella è mancato il colpo del ko, mentre il peso realizzativo è ricaduto soprattutto su Di Nardo. Ci sarà spazio per chi ha giocato meno, come Caccavo?
"Caccavo è un ragazzo che sta crescendo molto. In questo momento trova meno spazio perché davanti a lui ci sono due giocatori importanti per noi, ma lo stiamo integrando nel gruppo e sta lavorando bene. È serio, si allena con impegno e durante la settimana sta mostrando qualità interessanti. Rimane un profilo importante e sono convinto che possa darci una mano. Come ho detto, apporteremo qualche cambiamento anche nelle scelte. Contro il Sudtirol servirà il cento per cento da parte di tutti, sia in fase di possesso sia in quella di non possesso. Dobbiamo essere completi e imparare a chiudere le partite quando ne abbiamo l'opportunità. A Chiavari abbiamo avuto tre o quattro situazioni per segnare il secondo gol e mettere al sicuro il risultato. Allo stesso tempo, mi ha gratificato vedere come la squadra sia rimasta concentrata e compatta nel secondo tempo, senza concedere occasioni all'Entella. Dobbiamo mantenere questo atteggiamento, migliorando però la nostra incisività davanti".

La Juve Stabia è tra le squadre meno ammonite del campionato e commette pochi falli. È una conseguenza del suo modo di difendere oppure pensa che serva maggiore cattiveria agonistica, soprattutto in casa?
"È un dato che stiamo monitorando da tre settimane. Siamo la squadra che commette meno falli in campionato e, allo stesso tempo, quella che ne subisce di più: il doppio rispetto a quelli che facciamo. Sicuramente incide anche il possesso palla. Avendo spesso il pallone, è naturale commettere meno falli e subirne qualcuno in più. Nei duelli, però, abbiamo una buona media: vinciamo circa il cinquanta per cento dei contrasti e siamo la squadra che ne effettua di più. Dobbiamo invece migliorare nei duelli aerei, dove siamo leggermente sotto la media. Ci stiamo lavorando. Al di là delle statistiche, però, domani la cattiveria agonistica dovrà essere la nostra arma vincente. Per vincere questa partita non possiamo prescindere da questa caratteristica".

Come stanno i giocatori alla vigilia della partita? E quanto pesa il fatto che la vittoria manchi dalla seconda giornata?
"La condizione dei ragazzi è ottimale. Abbiamo soltanto Pietrangeli indisponibile e Scuderi ancora fuori, come nella scorsa settimana. Per il resto, siamo quasi a pieno regime e questo mi rende molto contento. Sappiamo che la vittoria manca dalla seconda giornata e che sono quattro partite che non riusciamo a vincere. Ci siamo andati vicini in diverse occasioni, ma adesso abbiamo bisogno di sbloccarci per due motivi: lasciare l'ultimo posto, una situazione che sta innervosendo tutti, e restituire entusiasmo ai ragazzi. Un successo ci permetterebbe di alleggerire la pressione e di giocare senza l'assillo di dover vincere a tutti i costi. È questo l'obiettivo che stiamo inseguendo e vogliamo raggiungerlo il prima possibile".

Il rischio è che l'urgenza di vincere porti la squadra a forzare le giocate e a perdere lucidità nei momenti decisivi. Come si può evitare?
"Il pericolo esiste. C'è nervosismo e c'è rabbia, e a volte queste emozioni possono emergere anche quando si cerca di nasconderle. Dobbiamo essere intelligenti e affrontare la partita con l'atteggiamento giusto. A Chiavari siamo stati bravi a rimanere compatti dopo il vantaggio, senza allungarci e senza concedere occasioni. Abbiamo avuto troppa fretta nel cercare di chiudere la partita. Dobbiamo conservare la stessa solidità, ma avere maggiore calma quando attacchiamo. Il Sudtirol, quando difende basso, concede pochi spazi. Serviranno pazienza, capacità di palleggiare e di mantenere il possesso, aspettando il momento giusto per affondare. Affrettare le giocate non serve: è un aspetto sul quale stiamo lavorando".

Che cosa le è passato per la testa quando ha visto Cumi atterrato in area nel finale della partita contro l'Entella?
"Mi aspettavo che Cumi servisse Pisco e poi andasse verso la bandierina per guadagnare quei venti secondi che mancavano alla fine. Invece, al novantacinquesimo, l'ho visto partire con uno scatto incredibile, nonostante avesse già percorso tredici chilometri, superare l'ultimo uomo e finire a terra. Per dinamica, mi sembrava un fallo evidente. Ho pensato che avesse fatto bene e che avremmo chiuso la partita, soffrendo anche meno. Mi sono girato verso la panchina per esultare, perché ero convinto che fosse rigore. Poi il team manager mi ha avvisato che l'arbitro aveva fischiato fallo a favore dell'Entella. Sono andato a rivedere l'episodio al computer e non riuscivo a credere ai miei occhi. Subito dopo ho cercato di richiamare l'attenzione dei ragazzi sulla punizione, perché la partita doveva ancora finire. È stato un momento rapidissimo, con tante situazioni che si sono susseguite fino al gol subito. Anche questo fa parte del calcio. I dati dicono che stiamo sfruttando poco le occasioni create, mentre gli avversari contro di noi sono tra quelli che capitalizzano maggiormente le opportunità. Sono aspetti che incidono sulla classifica. Il Sudtirol sta vivendo una situazione diversa dalla nostra, ma questo è un campionato equilibrato, nel quale gli episodi possono toglierti o regalarti tre o quattro punti nel giro di poche giornate".

Battistella sembrava destinato a essere un titolare durante la preparazione, mentre nelle ultime partite ha trovato meno spazio. Si tratta di una scelta tecnica o di una questione fisica?
"Battistella arriva da due anni nei quali ha dovuto fare i conti con infortuni importanti. Lo abbiamo recuperato bene dal punto di vista fisico, ma dalla seconda giornata ha accusato un calo. Ha una struttura fisica molto importante e deve ritrovare la migliore continuità. È un giocatore forte, sta migliorando e credo molto in lui. Nel momento in cui gli ho concesso di rifiatare, altri centrocampisti come Carissoni, Justin e Cumi hanno risposto bene. Paradossalmente, mi sono complicato la vita, ma sono contento perché adesso abbiamo un centrocampo più completo. Per il nostro modo di giocare è fondamentale poter contare su tre coppie di centrocampisti, così da effettuare cambi e mantenere alta l'intensità fino al novantesimo. Mi piace la competizione che si è creata: tutti sanno che ogni domenica possono giocare. Durante la settimana si lavora con ritmi elevati e si vedono duelli intensi, sempre corretti. Per un allenatore è un segnale positivo".

La prevendita non sta facendo registrare numeri particolarmente elevati. Come si può riaccendere l'entusiasmo della città e portare più tifosi al Menti?
"I tifosi devono starci vicino, perché il momento non è dei migliori. Noi stiamo facendo il massimo e c'è grande rammarico, perché fino al novantacinquesimo della partita contro l'Entella avremmo avuto otto punti sul campo, mentre oggi ne abbiamo sei. I ragazzi stanno comunque rispondendo bene e dobbiamo continuare a lavorare con serenità. Il campionato non finisce domani e non dobbiamo aggiungere ulteriore peso alla situazione. Credo molto nel lavoro che stiamo facendo e sono contento del percorso della squadra. Nelle prime sei giornate abbiamo giocato quattro volte in trasferta: adesso dobbiamo sfruttare la spinta del pubblico e riaccendere l'entusiasmo della città. Se inizieremo a ottenere risultati anche in casa, potremo davvero divertirci. Dobbiamo essere noi a creare le condizioni perché i tifosi tornino allo stadio. Quest'anno quasi tutti i ragazzi hanno preso casa a Castellammare e vivono la città a 360 gradi. Li sento spesso parlare delle passeggiate sul lungomare e del rapporto che stanno costruendo con il territorio. Alcuni sono qui da tre o quattro anni e considerano Castellammare una seconda casa. Su questo metto la faccia: i giocatori vivono la città e sono disponibili a stare vicino alla gente. Ora dobbiamo dimostrarlo anche sul campo, restituendo ai tifosi l'entusiasmo che meritano".

Buglio sta affrontando una posizione nuova rispetto al ruolo di mezzala che ha ricoperto negli ultimi anni. Quali margini di crescita vede in lui? E si può sfruttare maggiormente la spinta dei terzini contro difese schierate?
"Buglio in questo momento è anche criticato, ma credo che in parte sia ingiustamente. È un ragazzo che corre moltissimo e dà equilibrio alla squadra, permettendoci di sostenere i tre attaccanti. Ci ha aiutato a mantenere un buon rendimento nella fase di non possesso, nella quale stiamo concedendo sempre meno. La differenza rispetto al passato riguarda soprattutto la fase di possesso. Il mio è un calcio diverso da quello al quale era abituato negli ultimi quattro anni: più posizionale, con la necessità di giocare spesso di prima e di trovare soluzioni anche in avanti. Ho dovuto in qualche modo cambiargli le abitudini e adesso stiamo lavorando per adattarlo a questo sistema. Il ragazzo si è messo a disposizione e sta migliorando. A Chiavari ha servito due o tre palloni interessanti a Di Nardo, che non è riuscito a sfruttarli, ma l'idea era corretta. Dobbiamo avere pazienza: sono contento del suo percorso e credo che in futuro potrà darci una grande mano. Alle sue spalle c'è Artioli, che sta crescendo e vuole spazio. Ha caratteristiche diverse, maggiore qualità e una propensione a giocare in avanti, ma offre meno equilibrio. Devo capire quando inserirlo, tenendo sempre presente l'equilibrio complessivo della squadra. Quanto alle fasce, l'osservazione è corretta. L'Entella giocava con un 4-4-2 che ci impediva di trovare facilmente soluzioni per vie centrali e avremmo dovuto sfruttare maggiormente gli esterni. A destra lo abbiamo fatto meno, anche perché stiamo ancora lavorando sui movimenti di Maistro, che tende ad abbassarsi molto per ricevere il pallone. A sinistra, invece, con D'Agostino riusciamo a farlo con maggiore continuità. A Genova, nella fase di non possesso, i terzini erano stati molto efficaci; contro l'Entella siamo riusciti a sfruttarli meno. È un aspetto sul quale abbiamo già discusso con i ragazzi e che dobbiamo migliorare".

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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