Juve Stabia nel caos: deferimento, penalizzazione e ombre sulla nuova proprietà
Continua a regnare l’incertezza in casa Juve Stabia, al centro di una vicenda societaria sempre più complessa tra passaggi di proprietà, verifiche federali e problemi gestionali. Nelle ultime ore, inoltre, è arrivato anche il deferimento della FIGC con annessa penalizzazione di due punti, un provvedimento che ha spinto gli amministratori giudiziari del club a intervenire pubblicamente per chiarire la situazione.
Secondo quanto riportato da MetropolisWeb, il quadro attuale appare contraddittorio. Dopo il disimpegno del fondo americano Solmate, annunciato dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Napoli, si sarebbero fatti avanti due gruppi imprenditoriali interessati a investire nella società: due multinazionali, una lombarda e una laziale, intenzionate a proseguire il percorso di risanamento del club.
Parallelamente, però, l’intero pacchetto azionario della Juve Stabia è stato ceduto per la cifra simbolica di un euro alla Stabia Capital, società riconducibile all’imprenditore Francesco Agnello. Un’operazione chiusa nel giro di appena otto giorni e che ha di fatto anticipato eventuali trattative con altri investitori.
A sollevare ulteriori interrogativi è il fatto che la nuova proprietà, al momento, non abbia ancora illustrato pubblicamente programmi e strategie per il futuro del club. Inoltre, secondo quanto filtra, non risulterebbe ancora depositata presso la FIGC la documentazione necessaria al completamento dell’iter federale, passaggio fondamentale anche alla luce delle verifiche sui requisiti di onorabilità previsti dalle NOIF. Sullo sfondo resta anche il recente passato di Agnello, già presidente del CdA dell’Unione Sportiva Ancona srl, società fallita nel 2024.
Nel frattempo, gli amministratori giudiziari Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, attraverso una nota ufficiale diffusa dal club, hanno definito il deferimento con due punti di penalizzazione “un risultato straordinario” considerando il contesto in cui si è operato. Nel comunicato viene evidenziato come la società si sia ritrovata improvvisamente senza il supporto economico di Solmate e con “l’assoluta latitanza” della nuova proprietà Stabia Capital, il cui capitale sociale di appena 2.000 euro sarebbe apparso “del tutto inadeguato” per sostenere una realtà professionistica.
Gli stessi amministratori hanno spiegato di aver lavorato per garantire il pagamento di stipendi e contributi INPS dei tesserati grazie anche al supporto degli sponsor, sottolineando come il loro intervento abbia evitato conseguenze sportive ben più gravi. La società sta inoltre valutando la possibilità di presentare ricorso contro la penalizzazione.
Nonostante tutto, resta forte la sensazione di una situazione ancora lontana da una reale stabilità. Anche perché, come sottolineato dagli stessi amministratori giudiziari nelle scorse settimane, la Juve Stabia veniva considerata una delle società con i bilanci più solidi tra Serie A e Serie B. Un elemento che rende ancora più sorprendente una cessione così rapida e simbolica. Ora la vicenda è finita anche sotto la lente degli inquirenti, mentre il futuro del club resta tutto da decifrare.











