Reggiana, Rubinacci: "Brutto approccio alla partita, mi prendo le mie responsabilità
Brutta sconfitta per la Reggiana battuta nettamente nello scontro diretto al "Enrico Sannazzari" di Chiavari per mano della Virtus Entella. Gli emiliani sono mancati in maniera clamorosa nell'approccio subendo l'aggressività degli avversari: Al termine del confronto ha parlato in sala stampa ai microfoni di Tuttoreggiana il tecnico Lorenzo Rubinacci:
"L’avevamo preparata per resistere all’urto ma non è andata così, l’Entella ha fatto la partita che riesce sempre a fare quando gioca in casa. Peccato perché il primo gol era evitabile, ma poi siamo comunque andati in difficoltà su un’azione da rimessa laterale e su un calcio d’angolo. Da lì abbiamo cominciato a masticare la partita. Gli ultimi venti minuti del primo tempo li abbiamo fatti bene, creando anche qualche occasione. Quando siamo ripartiti nella ripresa, volevamo tenere viva la gara e cercare di pareggiarla per poi tentare uno scatto coi cambi, ma dal 60’ è stata purtroppo un’altra partita". Riguardo al brutto avvio di partita ha aggiunto: "L’impatto è stato deficitario e non lo so nemmeno io il motivo, anche perché avevamo studiato l’Entella. Dovevamo solo essere più pronti e non lo siamo stati. Abbiamo un po’ riequilibrato la partita verso la fine del primo tempo e pensavo che nella ripresa avremmo potuto cercare il pareggio, anche perché attaccavamo con lo sguardo verso i nostri tifosi".
Il tecnico si prende le sue responsabilità: "Certo, rispetto alla precedente gara col Monza la nostra prestazione non è giustificabile. Probabilmente non sono stato chiaro con la squadra e mi prendo le mie responsabilità. Sulla sua posizione ha detto: . "Nel calcio siamo tutti a rischio ogni giorno. L’importante è essere consapevoli che queste partite non cambiano la tua forza, il tuo mestiere e quello che tu sei. Io ho 57 anni e non cambio assolutamente. Sono con i miei giocatori e li proteggo, ma forse non ho trasmesso loro cosa significa amare e lottare per questa maglia, perciò me ne faccio una colpa. Detto questo, il mio calcio è dalla mattina alla sera nei campi e negli uffici e a me non cambia assolutamente nulla. Mi dispiace per la gente e per i giocatori che soffrono per questa situazione".











