SPAL, i piani presto in fumo e un cambio di passo mai arrivato. Ma Tacopina non molla
Assieme al Benevento è l’altra grande delusa della stagione di Serie B. Dopo una stagione, la scorsa, vissuta pericolosamente con la salvezza conquistata nelle battute finali della stagione in estate i programmi del presidente Tacopina e della dirigenza sembravano andare nella direzione opposta con i play off come obiettivo dichiarato. Anche il mercato era andato in questo senso con la società che aveva trattenuto i pezzi pregiati per poi inserire giocatori di categoria come i vari Varnier, Valzania, Maistro Moncini, La Mantia. Nomi che però non hanno poi reso al riscontro del campo. Così come gli acquisti di “nome” arrivati a gennaio come Nainggolan, Fetfatzidis e Rossi.
Anche qui la gestione degli allenatori è apparsa schizofrenica con Venturato trattenuto in estate dopo una stagione non esaltante e poi esonerato dopo appena otto gare per affidarsi a una scommessa assoluta come De Rossi, alla prima da allenatore, fino a virare su un altro ex campione del Mondo come Oddo. La conseguenza è stata una lenta discesa verso gli inferi da cui gli estensi non sono riusciti più a risollevarsi con uno spogliatoio sempre meno sereno come si è visto anche nel battibecco in allenamento fra Alfonso e lo staff nell’antivigilia del derby col Parma.
A differenza dell’altra retrocessa la retrocessione non dovrebbe portare con sé anche un cambio societario con Tacopina che dovrebbe restare saldo al comando, lui che la Serie C l’ha già conosciuta ai tempi di Venezia, per organizzare la pronta risalita e riportare la squadra ferrarese dove l’aveva presa.






