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SPAL, Rastelli: "Rammarico playoff, incontrate più difficoltà del previsto. Futuro? Spero qui"

SPAL, Rastelli: "Rammarico playoff, incontrate più difficoltà del previsto. Futuro? Spero qui"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 10 maggio 2021 17:37Serie B
di Federico Martino

Massimo Rastelli, allenatore della SPAL, ha commentato la vittoria per 1-0 ottenuta contro la Cremonese, risultato che non comunque ha permesso ai biancazzurri di centrare l'accesso ai playoff: "C'è grandissimo rammarico perché il destino non era più nelle nostre mani. Dovevamo solo cercare di vincere la partita e sperare in risultati favorevoli negli altri campi. Il rammarico è doppio perché le battute a vuoto delle settimane precedenti non ci hanno permesso di gestire le ultime gare che sono state comunque positive e che hanno fruttato sei punti".

La squadra dove ha perso la possibilità di andare ai playoff?
"È la somma di un campionato, non c'è un momento specifico. Io posso dare un giudizio sulle mie nove gare. Sapete benissimo le difficoltà che c'erano dal punto di vista psicologico e di organico, con tanti uomini infortunati. Abbiamo poi perso tre gare di fila quando ci sarebbe bastato un punticino per raggiungere l'obiettivo minimo. Ormai è andata e ci lecchiamo le ferite. Questo gruppo ha affrontato tante difficoltà e non ha trovato la continuità necessaria per stare sempre in alto. Detto ciò, ho trovato un gruppo con grandissima disponibilità. Nel finale abbiamo pagato il fatto che, rispetto a noi, Chievo e Brescia proprio negli ultimi tre mesi hanno recuperato tutti gli effettivi".

Cosa si aspetta dal futuro?
"In queste nove gare ha ottenuto quattro vittorie e due pareggi, quindi quasi il 50% delle vittorie con un organico in grandi difficoltà in determinati ruoli. Una media di 1,50 punti a partita. Una proiezione sui 59 punti finali. Io e il mio staff abbiamo cercato di raggiungere l'obiettivo ma soprattutto di dare tutto noi stessi. Poi spetterà alla società giudicare. A me piacerebbe poter continuare a lavorare qui. Ringrazio la società che mi ha permesso di allenare una squadra storica con grandissima tradizione. Il rammarico è doppio perché avrei voluto raggiungere l'obiettivo minimo dei playoff. Mi auguro che il lavoro svolto possa essere apprezzato dalla società. Smaltita la delusione, a bocce ferme si potrà parlare con più serenità".

Avete perso i playoff con la sconfitta di Brescia?
"Sì, è stata una gara dove abbiamo cercato di essere propositivi. Se non l'avessimo persa, avremmo mantenuto i punti di distacco dal Brescia e per loro sarebbe poi diventato difficile raggiungerci. Il mio rammarico più grande è comunque il match contro il Frosinone, dove eravamo stati attenti e avevamo concesso pochissimo. È bastata una piccola sbavatura per andare in svantaggio. Dopodiché, presi dall'ansia e dalla frenesia, non siamo riusciti a fare almeno un punto".

Sono previsti degli incontri con la società a breve?
"Domani i ragazzi avranno un giorno di riposo, poi da mercoledì riprenderemo gli allenamenti quindi ci rivedremo con la società. Staremo a contatto fin quando si stabilirà il rompete le righe. In queste settimane ci sarà modo per capire le nostre idee e gettare eventualmente le basi per una programmazione futura".

Su Strefezza.
"Gabriel lo conoscevo già dai tempi di Cremona. Sapevo della sua duttilità e credo che abbia sentito la mia fiducia. Ovunque l'ho messo, ha fatto prestazioni importanti. Nel momento di massima difficoltà con gli infortuni, lui e Floccari si sono presi tutto il peso dell'attacco. È un ragazzo con doti importanti che può crescere. Per la SPAL è una risorsa".

C'è qualche giocatore che l'ha agevolata particolarmente nel suo lavoro?
"Non c'è un solo giocatore che io non potrei menzionare, hanno dato tutto. Ci sono stati aspetti psicologici che alcuni sono riusciti a superare mentre altri invece sono riusciti a dare quello che potevano solo a corrente alternata. Ad ogni modo, sotto l'aspetto di impegno e dedizione, a questi ragazzi ho poco da imputare. Chiaramente alcuni dei giocatori che hanno sentito il peso della responsabilità, non sono riusciti a dare il meglio".

Come si è trovato a Ferrara?
"È una di quelle società che un giorno speravo mi potesse chiamare. È come una famiglia. Chiaramente ci sono delle pretese perché ti mettono tutto a disposizione per lavorare bene. Ci sono le condizioni ideali per un allenatore. Ho passato diciotto ore su ventiquattro al centro sportivo, la città l'ho vissuta pochissimo, ma so che c'è una grande qualità di vita. Non avrei potuto chiedere di meglio".

Con due attaccanti di categoria forse si sarebbe potuto fare di più.
"Quello che è successo prima del mio arrivo non lo giudico. Non mi sono mai posto il problema di chi fosse disponibile: ho cercato di tirar fuori il meglio dall'organico a disposizione. Credo che per gran parte delle ultime nove gare lo abbiamo fatto".

La gente della SPAL è molto delusa.
"Sono venuto a giocare in questa piazza da avversario e so cosa sia il pubblico per i giocatori della SPAL. Lo stadio di Ferrara ti dà qualcosa in più. Questo gruppo avrebbe avuto bisogno del pubblico in alcuni momenti per dare quel qualcosa in più".

Quanto andrebbe rinnovato questo organico per il prossimo anno?
"Sarebbe prematuro dare questo tipo di giudizio. Non è né il momento né il caso di parlare dei giocatori del futuro. Solo quando ci sarà unità di intenti mi esprimerò a riguardo".

Consiglierebbe alla società di mantenere nel club Floccari in un altro ruolo?
"Sergio è un professionista serio, un grande uomo spogliatoio che ha dato in campo il 110%. Negli allenamenti non molla un centimetro e dice sempre la parola giusta al momento. È un elemento preziosissimo per la società, ma poi si faranno le valutazioni sul suo ruolo in base all'allenatore e all'organico".

Accetterebbe un ridimensionamento della rosa con l'inserimento di tanti giovani?
"Nel momento in cui c'è una retrocessione e non c'è un'immediata risalita, inevitabilmente bisogna stare un po' più attenti al bilancio. Ciò che si spendeva in Serie A, qualsiasi società non se lo può permettere per più anni consecutivi. Nel momento in cui ci dovesse essere la volontà della società di confermarmi, andremo a creare quell'organico che dia un occhio al bilancio e uno all'aspetto sportivo perché questa è una piazza importante ed esigente".

Cosa le aveva chiesto la società al suo arrivo?
"La società mi aveva fatto capire che la squadra fosse in grandissima difficoltà e temeva non riuscisse entrare ai playoff. Sapevo che era un organico che potesse puntare ai playoff per poi eventualmente arrivare in Serie A. Non ci ho pensato due volte ad accettare l'incarico. Ero convinto di riuscire a raggiungere i playoff, ma non pensavo di trovare così tante difficoltà".

Quanto hanno influito le assenze di giocatori importanti?
"Siamo stati bravi a nascondere delle assenze importantissime. Non puoi per molto tempo fare a meno di Vicari, Paloschi, Asencio, Viviani, Valoti. Nel finale di stagione sono giocatori che spostano gli equilibri. Ho provato a non dare alibi ai giocatori, cercando di convincerli che avremmo potuto comunque farcela. Ma la verità è che queste assenze hanno condizionato tantissimo"

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