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Sbaffo e la risalita della Recanatese: "In una gara e mezzo è cambiata prospettiva"

ESCLUSIVA TMW - Sbaffo e la risalita della Recanatese: "In una gara e mezzo è cambiata prospettiva" TUTTOmercatoWEB
© foto di claudia.marrone
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
lunedì 31 ottobre 2022, 12:33Serie C

"Nel primo tempo contro il Siena perdevamo, e la classifica era preoccupante, poi nel giro di una gara e mezzo è cambiata la prospettiva. Con la vittoria di ieri che, seppur un po' sofferta nel finale, ci ha dato ancora più coraggio e consapevolezza perché era una sorta di scontro diretto per quella che era la classifica": felice del successo della sua Recanetese, capitan Alessandro Sbaffo esordisce così in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Battuta l'Alessandria, i marchigiani hanno centrato la seconda vittoria consecutiva, dopo aver battuto il Siena. La vera gara della svolta: "Aver ribaltato una partita contro una delle formazioni più attrezzate, significa che c'era in noi un qualcosa che ancora non avevamo dato, ma nella massima sofferenza è venuto fuori. Ed è ciò che ci deve accompagnare per tutto l'anno, la reazione famelica e di cattiveria è fondamentale per far vedere che la categoria ce la meritiamo e ci possiamo stare".

È stata quindi solo una reazione decisa quello che è mancato in un avvio non proprio esaltante o anche l'adattamento alla categoria ha inciso?
"Sicuramente a inizio stagione un periodo di assestamento era normale e fisiologico, in Serie D giocavamo sempre nella metà campo avversaria ad attaccare ma in C il discorso si fa diverso, la categoria richiede più compattezza e fisicità. Credo sia questo ciò che ha fatto la differenza".

Il fatto che la società non abbia messo in discussione il mister è stato per voi un segnale importante?
"A dir la verità noi non abbiamo mai pensato all'esonero di mister Pagliari, non abbiamo mai neppure dato peso a cosa leggevamo, perché dall'interno non c'è mai stata la sensazione che rischiasse. Anche perché stava e sta lavorando bene, il tecnico ha saputo mettere in discussione le sue idee per sperimentare cose nuove col fine di trovare la giusta quadra, è stato molto bravo a non fissarsi solo un dettame tattico preciso. E piano piano i frutti del lavoro arrivano".

Per te che sei capitano, ha pesato di più il momento no della squadra?
"Certo, da capitano era più spiacevole vedere che i risultati non arrivavano, ma come ho detto avevo messo in preventivo che l'inizio della stagione potesse essere un po' complicato. Io poi sono proprio di Porto Recanati, il mio ruolo si complicava ancora di più, ma ero certo che ne saremmo venuti fuori, perché vedevo un gruppo che nella sofferenza dava sempre di più. Sono orgoglio dei ragazzi. E felice della serenità con la quale si può lavorare".

Ma cosa ti ha portato a scegliere di sposare questo progetto in D, una categoria per te impensabile fino a soli 6 anni fa che viaggiavi in B?
"Dopo la pandemia il mondo del calcio mi aveva un po' stancato, non mi sentivo più in certe dinamiche, e la priorità era la mia famiglia. Io e la mia compagna aspettavamo il terzo figlio, non mi andava di lasciarla sola e di vedere poco i bimbi. Le proposte arrivate dalla C, poi, non mi convincevano, e quando è arrivata la chiamata della Recanatese è stato istintivo dire di sì. Quella che sto vivendo qui è una storia che ancora mi diverte e mi dà stimoli, sono felice della scelta".

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