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Lumezzane, Rolando: "Troise è stato il nostro faro. Sammarco continuerà su questa strada"

Lumezzane, Rolando: "Troise è stato il nostro faro. Sammarco continuerà su questa strada" TUTTOmercatoWEB
© foto di Ivan Benedetto/Uff. Stampa Pro Vercelli
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
Oggi alle 13:19Serie C
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Intervenuto nel corso della trasmissione ‘A Tutta C’ in onda sulla radio di Tuttomercatoweb.com e su Il61 il centrocampista offensivo del Lumezzane Mattia Rolando ha parlato della stagione appena chiusa e del futuro: “Raggiungere i play off è stata una grandissima soddisfazione. Il campionato non era partito nel migliore dei modi, ma col passare delle giornate ci abbiamo creduto sempre di più. È stato frutto del lavoro di tutti: squadra, staff e società, che ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare. Abbiamo concluso bene il campionato piazzandoci al settimo posto e ci abbiamo creduto fino in fondo. Peccato, perché avremmo voluto andare avanti ancora qualche turno".

L’avreste meritato. Anche contro il Cittadella avete fatto una gran partita
"Esattamente. Siamo andati a Cittadella con l’idea non solo di ben figurare, ma di provare a passare il turno. Eravamo in ottima forma, purtroppo siamo usciti. Rimane comunque la soddisfazione di aver fatto un ottimo campionato e di averlo concluso bene".

Decisamente. Considerando l’avvio complicato, le chiedo anche come si sei trovato in generale a Lumezzane. Noi abbiamo sempre avuto rapporti molto positivi con la società: grande competenza e grande passione. Come ha ritrovato il Girone A e soprattutto questa piazza di Lumezzane? Dall’esterno dà sempre l’impressione di una piazza con grande voglia di calcio
"L’impressione è proprio quella che avete voi da fuori. Io ero sempre stato un avversario perché ho fatto il girone A per tanti anni e sono venuto spesso a Lumezzane. L’impressione che avevo da fuori è rimasta identica da dentro. È una società che lavora seriamente, in modo compatto, con obiettivi ben precisi. Non fa il passo più lungo della gamba, ma quello che si vede dall’esterno è esattamente quello che c’è dentro. Il lavoro fatto dietro le quinte viene ripagato sul campo. Per quanto riguarda il Girone A, l’ho ritrovato come l’avevo lasciato: è un girone molto equilibrato, dove i dettagli e l’organizzazione di squadra fanno la differenza. È un campionato in cui è facile ritrovarsi a lottare per i playout se non sei molto organizzato, ma anche a rimanere agganciato alle prime se lo sei".

Come avete fatto voi, con merito, risalendo la classifica partita dopo partita. Una delle migliori difese del girone, tra l’altro. Nelle ultime 29 giornate della regular season avete perso solo tre partite. Qual è stato il segreto di questa rinascita? E inevitabilmente, cosa ha portato Troise quando è arrivato?
"Troise è stato il nostro faro. Nel momento di difficoltà ha sempre creduto in noi, ci ha spronati a credere nelle nostre qualità e partita dopo partita siamo riusciti a seguirlo e a crederci sempre di più. Quando vedi che le cose girano, il giocatore tira fuori quel qualcosa in più. Abbiamo fatto una serie lunghissima di risultati utili consecutivi (11 o 12, non ricordo di preciso) senza perdere. Lì è arrivata la consapevolezza di poter fare qualcosa di grande. Anche contro le squadre di alta classifica non abbiamo mai perso e questo ci ha fatto dire: “Perché non possiamo starci anche noi là davanti?”. Essendo una squadra giovane, avevamo bisogno di quella fiducia e l’abbiamo portata sul campo".

Quei 13 risultati utili consecutivi dopo l’avvio complicato testimoniano la bravura di Troise. Tu fai parte dei senatori e dei leader di questa squadra, insieme a Moscati, Paghera, Rocca, Malotti, Iori… La rosa è però terribilmente giovane, composta quasi esclusivamente da Under 23 oltre a voi. Questo ruolo da “chioccia” in un gruppo così giovane l'ha responsabilizzata ancora di più? Che sensazioni le ha lasciato?
"Sicuramente. Sono un po’ di anni che sono passato dall’altra parte, non sono più un giovincello. Ormai tante squadre in Serie C lavorano con i giovani. Quando arrivi in una società così sai che devi fare un po’ la parte della chioccia. Devi aiutare i ragazzi che arrivano dalla Primavera o dalla Serie D, per i quali è un salto nel vuoto. Noi quattro-cinque più “grandi” abbiamo cercato di tenere il gruppo unito, soprattutto nei momenti di difficoltà, remando tutti dalla stessa parte. Il giovane deve anche essere spensierato e libero di esprimersi, è giusto che sbagli e impari. Credo che Lumezzane sia il posto giusto per un giovane: non c’è la pressione di una grande piazza, ma la società è ambiziosa e offre un ambiente ottimo per crescere".

Infatti nelle ultime stagioni Lumezzane ha prodotto tanti ottimi elementi. I dati della tua stagione però parlano chiaro: 40 presenze, l’unica partita saltata per squalifica, più di 3.200 minuti giocati. A 33 anni, qual è il segreto di questo rendimento? In Serie C non aveva mai raggiunto un numero di minuti così alto
"Credo che la costanza e l’extra-campo siano fondamentali. Più si va avanti con l’età, più bisogna stare attenti al riposo e all’alimentazione. Io credo molto in questo aspetto e i risultati si vedono sul campo. Un ringraziamento particolare va a Troise, perché mi sono riscoperto in un nuovo ruolo in mezzo al campo, dove non mi ero mai mosso con questa continuità. Non pensavo di fare così bene. Sono contento della stagione, sono sempre stato un giocatore con tante presenze e pochi infortuni, ma col passare del tempo bisogna curarsi sempre di più. L’extra-campo è la parte fondamentale".

Prevenzione e cura del corpo sono decisive. “Mens sana in corpore sano” vale ancora. È stato un grande anno sia a livello di squadra che individuale. Che prospettive ci sono per il prossimo anno? Il Lumezzane conferma ambizione e arriva un tecnico giovane come Sammarco, con esperienza in Serie A. C’è voglia di continuare a essere protagonisti e dare fastidio nel Girone A
"Come vale per i giocatori, credo valga anche per gli allenatori: l’ambiente Lumezzane è perfetto per lavorare bene, con calma e facendo le cose per bene. Anche per il nuovo mister Sammarco sarà il posto ideale per continuare il suo percorso di crescita. Per la società l’obiettivo primario sarà mantenere la categoria, come ogni anno, cercando di migliorare quello che abbiamo fatto quest’anno. Continueremo a lavorare tanto con i giovani, è la filosofia della società. Noi siamo pronti a fare un altro ottimo campionato".

Lumezzane è un esempio di competitività sostenibile. Quattro anni fa eravate in Eccellenza, oggi siete stabilmente una realtà da playoff in Serie C
"Assolutamente. Non è frutto del caso. Dietro c’è una società che fa le cose per bene".

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