La discesa, e ora la risalita. Gorini riporta il Treviso e sé stesso tra i professionisti
In una delicata giornata del calcio italiano, che ha visto Gabriele Gravina rassegnare le dimissioni da presidente della FIGC, il Treviso, dopo 13 lunghi anni, ha centrato il ritorno in Serie C, con quattro giornate di anticipo rispetto al termine della regular season: decisiva sì la vittoria sull'Unione La Rocca Altavilla, ma anche i contemporanei risultati di Unione Clodiense, andata ko, e Legnago (pareggio).
Al timone della formazione veneta, Edoardo Gorini, la cui carriera da allenatore merita una nota. Rimasto svincolato dopo la stagione 2012-2013, decide di prendere il patentino di allenatore, e nella stagione seguente entra nello staff tecnico del Cittadella come collaboratore di Claudio Foscarini; nel luglio 2014, arriva poi la promozione a ruolo di vice, incarico ricoperto fino al luglio 2021, quando prende il posto del dimissionario Roberto Venturato alla guida della prima squadra veneta. Una buona annata, undicesimo posto in Serie B, che è il preludio di stagioni cadette comunque soddisfacenti, che lo portano via via a prolungare il proprio contratto. Ma nel campionato 2024-2025 ecco le crepe: l'11 ottobre 2024 viene esonerato, a seguito dei soli 7 punti raccolti in 8 gare che equivalgono al terzultimo posto.
Una batosta, che segna però la svolta. Nonostante campionato di Serie B alle spalle, con il massimo dell'umiltà - e la scelta non sarebbe stata fatta da tutti - Gorini sceglie il Treviso. In Serie D. Sì, due categorie sotto a quella dove aveva sempre allenato. Un rimettersi in gioco totale. Una scommessa su sé stesso. La voglia di rilancio.
Tante le cose che si potrebbero pensare, ma la storia ne dice solo una: che ha avuto ragione.











