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...con Mauro Meluso

Alessio Alaimo
autore
Alessio Alaimo
venerdì 27 marzo 2026, 00:00A tu per tu
27.03.2026 00:00A tu per tu
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di FEDERICO SERRA

"Nel primo tempo ho visto una Nazionale preoccupata, con poche azioni veloci e poca fluidità di manovra. Era anche normale, la posta in palio è altissima. La preoccupazione ha preso il sopravvento, gli unici che hanno preso iniziativa sono stati Politano e Kean. Poi, una volta tolte le pressioni, la squadra ha giocato molto meglio: era più sciolta e veloce nel fraseggio. Di fronte non avevamo una grande Nazionale, ma tutti giovani che vengono da settori giovanili di grande livello". Così a TuttoMercatoWeb.com Mauro Meluso, direttore sportivo, ex tra le altre di Lecce, Spezia, Napoli e Perugia.

Martedì c'è un'altra partita da giocare. Con che spirito?
"Ho avuto buone sensazioni. Gattuso è riuscito a dare una forte identità di gruppo alla squadra. Abbiamo avuto qualche problema in avanti, penso a Retegui che sembra indietro rispetto agli altri. Le nostre Nazionali ci hanno abituato ad attaccanti di un certo livello come Vieri, Vialli, Paolo Rossi, Altobelli, Totti, Baggio, Inzaghi, Del Piero e così via. Oggi abbiamo calciatori di forza ma non proprio di grande talento. E in prospettiva futura bisogna lavorare su questo".

Lotta salvezza in Serie A: come la vede?
"È avvincente. Per alcune squadre il loro Scudetto è la salvezza, ne so qualcosa per i miei trascorsi. Ci sono tante squadre in lotta, tra cui la Fiorentina che però è prevedibile si tiri fuori: ha una rosa di livello e gli investimenti fatti sono stati corposi. I viola si salveranno, ma dal Cagliari in giù serve attenzione".

Chi andrà in A dalla B?
"Il Monza è una seria candidata, ha una guida tecnica di grande valore. Bianco è stato un mio calciatore, è un ragazzo che è sempre attento alle evoluzioni del calcio e ha un modo di giocare che mi piace molto. L'anno scorso l'avevo anche chiamato per il Perugia.
Venezia e Frosinone si giocano l'altra posizione. Il Palermo, che tutti davano per favorito, è un po' in ritardo. Ma ci sono i playoff che saranno importantissimi".

Lei è andato via dal Perugia. Scelta azzardata quella di andare in biancorosso?
"Azzardatissima, direi. Mi aveva entusiasmato, pensavo di poter costruire un progetto come quello costruito a Lecce. Ma ho trovato gente strana, particolare, che non mi ha consentito di lavorare come volevo. Abbiamo risolto il contratto, eravamo su ragionamenti diametralmente opposti rispetto al mio modo di fare calcio. Il mio futuro certamente non sarà la Serie C: una categoria che ho fatto e che non ha niente a che vedere con quella di oggi, nonostante gli sforzi del Presidente Marani di cui ho grande stima".

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