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AIC presenta il report “Calciatori sotto tiro”: l'85% di episodi censiti son nei pro, 9% in Serie C

AIC presenta il report “Calciatori sotto tiro”: l'85% di episodi censiti son nei pro, 9% in Serie C
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
mercoledì 15 febbraio 2023, 10:34Altre Notizie

Nel corso di una conferenza stampa congiunta, sono stati presentati ieri a Roma i dati su violenze e minacce della stagione 2021/22.
Ecco la nota dell'AIC:

"Si insulta, minaccia e intimidisce al Nord come al Centro-Sud, nei campionati giovanili e in Serie A: con la riapertura degli stadi, al termine delle limitazioni imposte dalla pandemia, i calciatori sono purtroppo tornati ad essere oggetto di insulti, minacce e intimidazioni, come singoli e come squadre, dai propri tifosi e da quelli avversari.
I dati di questo triste fenomeno, relativi alla stagione 2021/22, sono stati presentati oggi a Roma, presso il Centro Sportivo della Polizia di Stato “Tor di Quinto”, in occasione della pubblicazione dell’8ª edizione del Report “Calciatori sotto tiro”, la ricerca dell’Associazione Italiana Calciatori che censisce ogni anno tutti gli atti di violenze, intimidazione e minacce compiuti nei confronti di calciatori e calciatrici, sia professionisti che dilettanti.

Oltre al Presidente AIC Umberto Calcagno, presenti alla conferenza stampa il Ministro dello Sport Andrea Abodi, il Presidente FIGC Gabriele Gravina e Paolo Cortis, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno che ha collaborato alla presentazione del Rapporto.

“È una situazione preoccupante” - ha esordito il Presidente AIC Umberto Calcagno - “perché se è vero che i dati possono essere interpretati diversamente, ma abbiamo oggi una tendenza, soprattutto sulla tipologia delle minacce, che ci deve far riflettere: sono aumentate le aggressioni verso i singoli e verso il settore professionistico apicale, e un “fuoco amico” che ha nuove modalità rispetto al passato. A volte noi calciatori per primi reputiamo normali certe dinamiche che invece normali non sono e non possono essere. Abbiamo inserito norme federali precise dando importanti segnali di sistema, ma dobbiamo fare molto di più, dobbiamo fare un salto di prospettiva: partiremo con un progetto che andrà nelle scuole cercando di trasmettere una cultura sportiva differente e riqualificare la figura del calciatore agli occhi dell’opinione pubblica. Se scaturiscono episodi di violenza per il solo fatto che un calciatore vuol cambiare squadra” - ha concluso Calcagno - “vuol dire che non siamo stati bravi a far capire che quel calciatore è un ragazzo come tutti, pieno di sogni ed aspettative, che non galleggia affatto in un’altra dimensione”.

L’analisi condotta dall’Osservatorio AIC ha evidenziato, in linea generale, un aumento dei casi rispetto alle stagioni precedenti, ed un cambiamento nelle motivazioni e nelle modalità di realizzo degli episodi. Il “razzismo” resta ancora tra le principali motivazioni, mentre diminuisce l’incidenza delle aggressioni via social che pure restano molto presenti. Prestazioni ritenute non all’altezza e i trasferimenti di mercato tra le altre principali cause.

Sintesi dei dati
Il ritorno negli stadi ha, purtroppo, riportato cori razzisti e messaggi xenofobi, insulti verbali e minacce fisiche, in particolare verso i calciatori di vertice. Con una concentrazione verso gli atleti stranieri.
La vita “reale”, quella fuori dal campo, è diventata sempre più oggetto di minacce. I social network, come mostrato negli ultimi anni, si sono trasformati in una vera e propria “piazza di scontro” tra haters e calciatori. Non si esauriscono, tuttavia, le aggressioni fisiche e le rapine in casa o per strada, agevolate dalla facilità di conoscere le abitudini di personaggi sempre più pubblici.

Nell’ultimo campionato censito, si rilevano le seguenti differenze rispetto alle edizioni precedenti del Rapporto:
- sensibile aumento dei casi;
- i calciatori di Serie A sono i più colpiti;
- le intimidazioni sono diminuite (ma sempre molto presenti) sui social da quanto sono stati riaperti gli stadi;
- un caso su due si registra al Nord (la Lombardia sottrae il primato al Lazio);
- nei campionati dilettantistici: la III Categoria sottrae il primato all’Eccellenza".

Ha fatto poi seguito la nota della Lega Pro: "È stato presentato il report “Calciatori sotto tiro”, un’analisi con i dati su violenze e minacce della stagione 2021-2022. Lo studio, condotto dall’Osservatorio AIC, evidenzia un aumento dei casi, rispetto alle stagioni precedenti, ed un cambiamento nelle motivazioni e nelle modalità in cui gli episodi si verificano. Un problema che riguarda, purtroppo, anche molti calciatori di Serie C. L’ 85% degli episodi censiti (121 in totale) interessa campionati professionistici e di questa percentuale minacce, offese ed intimidazioni hanno toccato calciatori della Lega Pro per il 9%".

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