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Fiorentina, Bojinov: "Quando le cose non vanno un allenatore cerca di cambiare tatticamente"

Fiorentina, Bojinov: "Quando le cose non vanno un allenatore cerca di cambiare tatticamente" TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
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Redazione TMW
martedì 6 febbraio 2024, 07:23Altre Notizie
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I Conti delle 7
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Per tornare a parlare della sfida persa dalla Fiorentina sabato sera contro il Lecce e per commentare la situazione attuale in casa Fiorentina, il doppio ex Valeri Bojinov ha parlato così, in esclusiva, ai microfoni di Radio FirenzeViola durante la trasmissione "I Conti delle Sette": “Sia il Lecce che Pantaleo Corvino sono significati tanto per la mia carriera calcistica e per la mia crescita come uomo. È stato Corvino a scoprirmi e a portarmi in Italia, così come ha fatto con tanti altri calciatori. Mi ha sempre insegnato come vivere, come lavorare e come giocare, è stato come un rapporto tra padre e figlio. Quando dovevo lasciare il Lecce io dissi che volevo restare in Italia e allora mi vendette alla Fiorentina. Mi ricordo quando Corvino mi invitò a cena a casa sua e lì mi annunciò, un’ora dopo la conferenza stampa, che sarei dovuto andare a Firenze. Io ero molto felice perché sapevo di andare in un club importante dove avevano giocato campioni come Edmundo e Batistuta. Dopo appena due mesi che ero in Toscana poi annunciarono che Corvino sarebbe diventato il nuovo direttore sportivo viola, giuro che io non ne sapevo niente”.

Un suo commento sulla partita dell’altra sera a Lecce?
“La Fiorentina è una squadra costruita molto bene. I tifosi si aspettavano colpi importanti dal mercato, nei giorni scorsi è comunque arrivato un ottimo giocatore come Belotti. I viola se avessero vinto avrebbero rubato qualcosa ma è una squadra che lotta e che rischia sempre. Italiano gioca un calcio molto moderno, tanto diverso rispetto a quando giocavo io. Non si giocava mai dal basso ai miei tempi, Frey per esempio doveva cercare Toni non il difensore”.

Che idea si è fatto lei di Beltran?
“La Fiorentina ha visto Batistuta, Rui Costa, Edmundo, Toni, Mutu, Pazzini, Gilardino, Vlahovic. A Firenze siamo abituati a giocatori importanti con tutto il rispetto per Beltran e Nzola. Non voglio fare un paragone con i nomi che ho citato però bisogna trovare un attaccante che possa essere un vero punto di riferimento. Se io un domani dovessi essere allenatore ci parlerò con i giornalisti perché ho bisogno di questa figura anche per confrontarsi. Nel mio calcio c’era sempre un attaccante che aiutava l’altro attaccante, per questo mi piace come gioca l’Inter di Inzaghi con Lautaro e Thuram. Io non sono nessuno però quando le cose non andavano i miei allenatori cercavano di cambiare qualcosa tatticamente”.

Quale è il sogno di Bojinov allenatore?
"Il mio sogno è di avere i risultati a favore e portare la squadra in alto in classifica. Fare il tecnico oggi è difficile per tanti motivi".

Fonte R A D I O . F I R E N Z E V IO L A

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