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Italia-Austria del 90, la storia della giornalista Rai e del padre di Schillaci

Italia-Austria del 90, la storia della giornalista Rai e del padre di Schillaci TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Redazione TMW
domenica 9 giugno 2024, 06:15Altre Notizie
Mondiali 1990: Italia-Austria 1-0 gol di Schillaci

Italia-Austria del '90 è anche Alessandra De Stefano: lei è una giornalista Rai che va a Palermo, a casa dei genitori di Totò Schillaci. E racconta la favola del bomber siciliano, dal Messina , capocannoniere della serie B allevato da Scoglio e valorizzato da Zeman , ai gol con la Juve, alle notti magiche.
Poi accade qualcosa: Alessandra completa le interviste e saluta i signori Schillaci. Dovrebbe tornare negli studi Rai di Roma a montare il servizio . I tempi stringono , c'è il volo da Punta Raisi . Ma Alessandra non può, anzi non deve : il papà di Totò la insegue perchè prima della partenza deve regalarle una cesta di pane caldo.
Meraviglioso , fumante.
Alessandra lo prende e lo porta in aereo . Poi lo offre ai passeggeri e all'equipaggio .
E il profumo di quel pane siciliano si diffonde dappertutto.
Come la ola dell'Olimpico.

E’ l’Italia che piace
di Ronaldo Pergolini – L’Unità del 10-06-1990
Alla prima impegnativa verifica la Nazionale convince. Un solo gol, ma gioco costantemente all’attacco – Buona intesa tra i reparti e brillante condizione atletica – Vialli recuperato, Ancelotti e Carnevale sostituiti
Dalla serie B al primo gol in maglia azzurra. Il sogno di Schillaci contagia anche questa nazionale. Per quasi ottanta minuti l’Italia le aveva provate tutte per vincere una partita che stava stravincendo, ma per fregare la furbastra Austria c’è voluto lui: Totò Schillaci da Messina. Un tinaie davvero emozionante, dopo una partita ricca di colpi scena. Le magagne, gli sprechi, le polemiche restano dietro le quinte. E’ il momento dello spettacolo e quando viene alzalo il sipario il palcoscenico dell’Olimpico e davvero bello. Pochi gli striscioni, cori levigati, un pubblico caldo ma senza fiammate esagerate: anche sugli spalti sembra che sia calata un’aria teatrale. Le squadre scendono in campo con un certo anticipo e l’arbitro anglobrasiliano Wright, dopo aver espletato le formalità, passeggia, per alcuni minuti, assieme ai guardalinee prima di decidersi a fischiare l’inizio.

Gli azzurri sono quelli arcinoti, nell’Austria, l’amletico et Hickersberger ha sciolto il dilemma, c’è Ogris, invece di Rodax capocannoniere del campionato austriaco con 35 reti e bomber più prolifico tra quelli presenti ai Mondiali. L’Italia non si concede nemmeno un attimo di riflessione. Si parte subito alla carica e dopo appena cinque minuti si potrebbe anche suonare la tromba: da Donadoni a Vialli che con un lancio soli prende in contropiede la difesa austriaca e libera Carnevale in area. La spalla del Gianluca nazionale capisce con un attimo di ritardo, ma recupera con una bella progressione.

Il portiere esce e Carnevale gli spara il pallone addosso. Peccato, sarebbe stata subito un’altra partita. Gli austriaci avrebbero dovuto abbandonare la loro tattica attendista. Il ct Hickersberger ha puntato tutto sul contropiede e sul fuorigioco. Ma Polster e company hanno ben poche occasioni per pungere. L’ex torinista con un Bergomi che non lo perde mai di vista non vede l’ombra di un pallone. Funziona di più il fuorigioco con il quale la difesa dei «bianchi» fa fallire le incursione azzurre, viziate in alcuni casi da troppa foga. E quando l’avversario scappa si fanno scattare le tagliole. Ne sanno qualche cosa Donadoni, Vialli e Carnevale centrati da interventi al limite del killeraggio. Il compunto arbitro Wright fa scattare puntuale il cartellino giallo per Herzog, che Prohaska definisce il Platini del futuro, ma che non disdegna le entrale alla Furino, ma poi sorvola sugli altri fallacci che seguono.

L’Italia c’è e c’è pure Giannini. Si muove con scioltezza e lucidità il principe» e al 12′ si assume anche la responsabilità di provare la botta da fuori area. Un gran bel tiro che costringe al volo il portiere Lindenberger. Il gol sembra maturo, ma prima Vialli che tenta di infilare il portiere senza trovare la cruna della porta e poi Ancelottl con una bordata da fuori area non riescono a scuotere l’albero. L’Austria è come il trucco: c’è ma non si vede. Al 37′ Donadoni inventa un gol per Carnevale. Vola su lancio di Vialli e dalla linea di fondo, pressato da un difensore, mette al centro un pallone che chiede solo di essere buttato in rete: Carnevale lo manda sopra la traversa. Serata, davvero infelice per il romanista. L’Austria potrebbe rifilare la classica fregatura con fortunoso contropiede ma Maldini in scivolata stoppa sul nascere la botta che Russ sta per mollare a dieci metri da Zenga. Niente da fare il primo tempo si chiude con un «no contest» nonostante la larga vittoria ai punti degli azzurri.

Il match riprende con la stessa cadenza, anche per quanto riguarda i falli degli austriaci che l’arbitro continua a sottavalutare e, addirittura non vede una classica falcioni in piena area di Russ su Donadoni. I bianchi sembrano sul punto impallidire ma trovano la forza di restare in piedi e di mettere ko qualche azzurro. All’inizio della ripresa è entrato De Agostini al posto di Ancelotti ed un un suo «uncino» viene arpionato con un gran volo dal fortiere Lindenberger. Bisogna trovare il modo di piazzare l’uppercut e Vicini fa scaldare il puncher Schillaci. E’ davvero una bella Italia se si esclude De Napoli che all’innocenza per i suoi tratti non apollinei assomma, pero, una colpevole mancanza di grazia e di consistenza calcistica.

Entra Schillaci, manca ancora un quarto d’ora alla fine. Ma a lui bastano tre minuti per acchiappare una vittoria voluta, inseguita, braccata ma che continuava a sfuggire. L’azione è da manuale: Donadoni lancia Vialli, breve corsa palla al piede e cross splendido. Schillaci, al centro dell’area, si alza e incorna in rete. Esplode lo stadio, mentre il monitor rimanda la faccia di Schillaci impietrita da una gioia che nemmeno lui sapra mai raccontare. Noi possiamo raccontare di un’Italia, finalmente ritrovata. Ritrovata al momento giusto e la speranza che sia soltanto il primo di una lunga serie si fa sempre meno sfuggente.

Il Tabellino
Roma, sabato 9 giugno 1990 ore 21.00
ITALIA-AUSTRIA 1-0
Reti: 1:0 Schillaci (75)
Italia: Zenga, Bergomi, Maldini P., Baresi F., Ferri, Ancelotti (De Agostini 46), Donadoni, De Napoli, Vialli, Giannini, Carnevale (Schillaci 75). Allenatore: Vicini Azeglio
Austria: Lindenberger, Russ, Streiter, Aigner, Pecl, Schöttel, Artner (Zsak 62), Linzmaier (Hörtnagl 77), Ogris, Herzog, Polster. Allenatore: Hickersberger
Arbitro: Wright (Brasile)

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