Bayern eliminato e furioso: "Arbitro con 15 partite in Champions... A che serve il VAR?"
Il Bayern Monaco mastica amaro dopo l’eliminazione in semifinale di Champions League contro il PSG. Dopo il pirotecnico 5-4 dell’andata a favore dei parigini, il ritorno all’Allianz Arena si è chiuso sull’1-1, risultato che ha consegnato la qualificazione alla squadra francese ma che ha lasciato in Baviera un pesante strascico di polemiche arbitrali.
Nel mirino dei tedeschi sono finite soprattutto alcune decisioni contestate nell’area del PSG: episodi giudicati dubbi, presunti tocchi di mano e interventi del VAR ritenuti insufficienti o addirittura assenti. La sensazione, in casa Bayern, è che alcuni dettagli abbiano inciso in modo decisivo sull’esito della doppia sfida.
Durissime le parole dei dirigenti bavaresi nel post partita: "A questo livello serve un arbitraggio migliore. Se certi episodi non vengono considerati rigore, allora bisogna chiedersi quale sia davvero l’utilità del VAR. In partite così importanti servono chiarezza e coerenza", è il messaggio che trapela. Sulla stessa linea anche l’amministratore delegato Jan-Christian Dreesen, che ha criticato la designazione arbitrale: "È sorprendente che un direttore di gara con appena 15 partite di Champions venga scelto per una semifinale di questo peso".
Più equilibrato invece Vincent Kompany. L’allenatore del Bayern ha ammesso la delusione per alcune decisioni, senza però togliere meriti agli avversari: "Ci sono episodi che non condividiamo, ma faccio i complimenti al PSG. Ho visto due squadre di livello molto simile battagliare fino alla fine". Anche Konrad Laimer ha espresso tutta la sua frustrazione: "Durante l’azione ero convinto di aver preso il pallone con il corpo. Alcune decisioni sono sembrate davvero strane. In gare come queste basta un dettaglio per cambiare tutto".











