Nel 2022 rifiutò il Chelsea. Luis Enrique: "Sono il tecnico del PSG, conta solo questo"
Dopo la vittoria del PSG sul Chelsea (5-2) nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, molti considerano praticamente scontato il passaggio del turno dei parigini. Altri, invece, sottolineano che quel punteggio non racconta tutta la partita: senza le parate di Safonov, il PSG non avrebbe mai chiuso con un margine così ampio. Fatto sta che i francesi partono con tre gol di vantaggio prima del ritorno a Stamford Bridge, un margine che li mette in posizione favorevole per i quarti di finale.
Luis Enrique, artefice di una delle sconfitte più dolorose nella storia del PSG (la rimonta subita contro il suo Barça nel 2017), sa meglio di chiunque che una squadra ferita può reagire. "Abbiamo giocato solo la prima partita, ne resta una seconda, e ogni ritorno è sempre diverso perché l’avversario cercherà di ribaltare la situazione. Siamo pronti e abituati a questo tipo di match. Quello che ci interessa è esprimerci al massimo. La fiducia è importante, ma ciò che conta è che il PSG ha sempre dimostrato di essere una squadra solida, capace di competere contro qualsiasi avversario di alto livello", ha spiegato.
Luis Enrique ha ricordato anche l’esperienza della scorsa stagione con l’Aston Villa, quando il risultato dell'andata sembrava aver messo al sicuro il PSG (3-1) ma il ritorno fu complicato (2-3): "Ci saranno momenti di sofferenza, è inevitabile. Il calcio è incredibile: a volte un vantaggio non basta. Non possiamo permetterci alcun rilassamento in Champions, il Chelsea avrà occasioni e dobbiamo essere pronti a sfruttare i momenti difficili per cambiare la dinamica".
Interrogato sulla sua scelta del passato di non accettare il Chelsea nel 2022, Luis Enrique ha preferito glissare: "Domani abbiamo una partita molto importante. Sono il manager del PSG e ne sono molto orgoglioso. Questo è ciò che conta ora".











