Siviglia, Almeyda "Ci sono guerre e parliamo di una partita, significa che qualcosa non va"
Alla vigilia della sfida contro il Barcellona, Matías Almeyda ha scelto di affrontare un tema insolito per una conferenza stampa di calcio. L’allenatore del Siviglia, intervenuto davanti ai giornalisti prima della ventottesima giornata di Liga, ha parlato apertamente del conflitto in Medio Oriente e del rapporto tra sport e realtà sociale, in un clima che in Spagna viene vissuto con particolare attenzione anche a livello politico. Il tecnico argentino ha sottolineato come il calcio non possa essere completamente separato da ciò che accade nel mondo. “Dobbiamo capire che il calcio è il riflesso della società. Ci sono guerre e noi parliamo di una partita: questo significa che qualcosa non va”, ha dichiarato.
Almeyda ha poi riflettuto sul peso del business nel mondo dello sport: “Questa è la parte triste del calcio, il business deve andare avanti e tutto il resto lo segue. Anche io penso alla formazione e a come preparare la gara, mentre fuori succedono cose terribili”. Nel suo intervento l’ex centrocampista di Lazio, Parma e Inter ha allargato il discorso oltre il campo: “Si spendono milioni per i missili e poi diciamo che in alcune parti del mondo c’è la fame. Perché non usare quei soldi per il cibo o per l’istruzione?”.
Parole insolite nel calcio moderno, dove raramente allenatori e giocatori si espongono su questioni politiche o sociali. Almeyda ha concluso con amarezza: “Viviamo in un mondo dove ognuno pensa solo a se stesso”.











