Stile Roy Hodgson, per chi ama le vecchie maniere. E le salvezze del Crystal Palace
Qualcuno avrà sorriso il 21 marzo scorso quando il Crystal Palace ha annunciato che sarebbe stato Roy Hodgson a prendere il posto dell'esonerato Vieira. A 75 anni l'allenatore inglese, in Italia ricordato (ingiustamente) perlopiù per la disgraziata avventura all'Inter, sembrava ormai aver esaurito le cose da dire su un campo da calcio, tra i professionisti del massimo livello. E invece, perseguendo i soliti dettami di solidità e pragmatismo, sta dimostrando che sì, è espressione di un calcio che è stato e probabilmente non sarà più, ma per ora è. Eccome se è, basta guardare come sono andate le prime partite con lui.
Nove punti in tre partite avvicinano l'impresa
Premessa: chi cerca spettacolo, gioco di posizione e brillanti estetismi tecnici rischia di rimanere deluso. La sensazione è che la dirigenza del Crystal Palace, richiamando l'artefice di quattro salvezze consecutive tra il 2017 e il 2021, cercasse però altro: concretezza, ma soprattutto punti. E Hodgson, nel suo consueto stile, è stato di parola: ne ha portati subito tre all'esordio col Leicester davanti ai suoi tifosi, ripetendosi poi anche nei due weekend successivi in trasferta, a Leeds (rimontato fino a un roboante 1-5 finale) e Southampton. Dai 27 punti di tre turni fa, i londinesi sono schizzati adesso a 36 e ne hanno proprio nove di vantaggio sul terzultimo posto occupato dall'Everton, occupando una posizione invidiabile nella lotta per la salvezza. La permanenza in Premier League dipende ora solo dal Palace stesso, merito del magic touch di Roy Hodgson, uomo e allenatore semplice, il più anziano di sempre in Premier e capace ancora di toccare le corde giuste: se centrasse di nuovo l'obiettivo, avrebbe un posto di diritto nella storia del club che prova di nuovo a salvare.
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