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Valverde rompe il silenzio dopo la rissa con Tchouameni: "Ho colpito accidentalmente un tavolo"

Valverde rompe il silenzio dopo la rissa con Tchouameni: "Ho colpito accidentalmente un tavolo"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
Giacomo Iacobellis
giovedì 7 maggio 2026, 23:19Calcio estero
Giacomo Iacobellis

Federico Valverde, centrocampista del Real Madrid, ha rotto il silenzio dopo la rissa con Tchouameni a Valdebebas, conclusasi con la decisione del club blanco di aprire due procedimenti disciplinari... e con l’uruguaiano finito in ospedale. Il giocatore, che salterà il Clásico, ha riportato un trauma cranico che lo costringerà a osservare un periodo di riposo tra i 10 e i 14 giorni. Questa la sua versione dei fatti diffusa via Instagram:

"Ieri ho avuto un incidente con un compagno a causa di una giocata in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione fanno sì che tutto si ingigantisca. In uno spogliatoio normale queste cose possono succedere e si risolvono tra di noi senza che vengano rese pubbliche. Evidentemente qui c’è qualcuno dietro che corre subito a raccontare tutto, unito a una stagione senza titoli in cui il Madrid è sempre al centro dell’attenzione e tutto viene amplificato. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione ho colpito accidentalmente un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di controllo in ospedale.

In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io l’ho fatto, anche se capisco che per voi sia più facile credere che ci siamo picchiati o che sia stato intenzionale, ma non è successo. Mi dispiace che la mia rabbia per la situazione, la frustrazione nel vedere che alcuni di noi stanno arrivando alla fine della stagione con le ultime energie, dando tutto, mi abbia portato fino al limite di discutere con un compagno.

Mi dispiace. Mi dispiace davvero, perché mi fa male la situazione, mi fa male il momento che stiamo vivendo. Il Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso restarne indifferente. Il risultato è un accumulo di situazioni che finiscono in una lite senza senso, danneggiando la mia immagine e lasciando spazio ai dubbi, alle invenzioni, alle diffamazioni e a chi aggiunge dettagli a un incidente. Non ho dubbi che gli attriti che possiamo avere fuori dal campo smettano di esistere una volta dentro e, se dovrò difenderlo in uno stadio, sarò il primo a farlo.

Non volevo parlare fino alla fine della stagione: siamo stati eliminati dalla Champions e mi sono tenuto dentro rabbia e rancore. Abbiamo sprecato un altro anno e non avevo intenzione di fare pubblicazioni sui social quando l’unica faccia che dovevo mostrare era quella sul campo, e sento di averlo fatto. Per questo sono il primo a soffrire e a essere addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per decisione medica, perché sono sempre andato fino in fondo, fino alle ultime conseguenze, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione del club e dei miei compagni per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie".

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