Lazio, Gattuso è il dopo Sarri: al via l'ennesimo progetto discontinuità
Discontinuità, atto quinto. Sta per prendere il via l'ennesimo cambiamento in casa Lazio, il quinto in poco più di due anni che certifica ancora una volta la fragilità del progetto tecnico biancoceleste. Sarà Gennaro Gattuso a prendere il posto di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio e si tratterà del quinto allenatore diverso negli ultimi due anni e mezzo in casa Lazio. Il tutto è iniziato, per quanto possa sembrare assurdo, con l'ultima partecipazione in Champions League. "Uscimmo a riveder le stelle" scrisse la Lazio sui social quando a settembre del 2023 all'Olimpico arrivò l'Atletico Madrid del Cholo Simeone. Una notte magica, con un finale folle regalato dal gol di Provedel per il definitivo 1-1. Da lì l'accesso agli ottavi di finale, una notte da innamorati a San Valentino in 60 mila nel successo per 1-0 all'Olimpico contro il Bayern Monaco. La possibilità di tornare tra le prime otto d'Europa 22 anni dopo l'unica apparizione ai quarti di Champions. A certe altezze però l'aria è particolarmente rarefatta, quando si superano i 2000 metri in certe salita da "Cima Coppi" al Giro d'Italia l'ossigeno viene meno. In certe condizioni o hai il fisico, oppure rischi di piantarti. E la Lazio, arrivata a sfiorare quelle altezze, è completamente esplosa.
Lazio, dall'abbracciare il Sarrismo alla rivoluzione
Da quel momento sono venute meno le certezze biancocelesti. Quella qualificazione in Champions League ha fatto sparire i cardini che avevano portato la Lazio a una vera e propria impresa. Nel 2021, quando Maurizio Sarri arrivò a Formello, la società biancoceleste ebbe l'umiltà di capire che per provare a crescere sarebbe stato opportuno seguire le indicazioni del tecnico. Serviva una rivoluzione, dal 3-5-2 tutto velocità e contropiede di Inzaghi al 4-3-3 Sarrista. Ecco che allora si è cercato di assecondare il tecnico, con scelte dall'esito anche altalenante. Dentro chi conosceva bene Sarri come Pedro, Vecino e Hysaj, i primi due utilissimi alla causa, il terzo a corrente decisamente più alternata e con un ingaggio molto pesante. Fuori difensori abituati a vivere nella comfort zone della difesa a tre come Acerbi e Luiz Felipe, dentro un leader assoluto come Romagnoli. Si al ritorno di Felipe Anderson e all'investimento su Zaccagni. Quella Lazio si ritrovò in due anni al secondo posto, ma quella Champions fu accompagnata da un mercato condiviso solo in parte. Sarri disse si a Rovella e Guendouzi, la società spinse per Castellanos, Isaksen e Kamada. Una rivoluzione strategica che, nel giro di due anni, ha portato la Lazio fino al nono posto.
Lazio, la totale discontinuità progettuale negli ultimi due anni
L'inizio della fine è datato marzo 2024, proprio poco dopo l'ottavo di finale di Champions League contro il Bayern Monaco. Sarri si dimette dopo la sconfitta interna con l'Udinese, la soluzione è la discontinuità totale in corso d'opera. A due mesi dalla fine del campionato, senza la possibilità di ritoccare in alcun modo la rosa, si passa dal 4-3-3 posizionale di Sarri al 3-4-2-1 uomo contro uomo a tutto campo di Igor Tudor. L'esperimento, inevitabilmente, fallisce ma per un miracoloso rendimento delle italiane in Europa il settimo posto vale alla Lazio la qualificazione in Europa League. Tudor evidenzia come per il suo calcio serva una rivoluzione, la società lo ringrazia e ripunta su un allenatore da difesa a quattro come Baroni. Un calcio meno "Gasperiniano", ma comunque lontano da Sarri. Un ibrido che viene accompagnato da scelte unilaterali sul mercato, poi rinfacciate allo stesso tecnico. "Noslin è un elemento che conoscevo già ancor prima che arrivasse a Verona, ma Sogliano è stato più scaltro e l’ha preso per primo" disse il direttore sportivo Fabiani nella conferenza stampa di presentazione. Parole smentite dal presidente Lotito dopo il rendimento estremamente negativo di Noslin: "Baroni mi ha messo in croce per averlo". La solita scelta, scaricare le responsabilità. Poi l'estate scorsa, l'improvvisa voglia di Baroni di dimettersi e lasciare la Lazio per scegliere il progetto Torino e l'intuizione di tornare sui propri passi, riaccogliere a Formello Maurizio Sarri. Il tutto senza possibilità di fare mercato, dopo che l'estate precedente era stato fatto un mercato incentrato su fisicità e strappi, l'antitesi del calcio del Comandante. Il caos di questa stagione ha portato all'ennesima discontinuità, il quinto cambiamento in poco più di due anni.
Lazio, dove nasce la scelta di Gattuso
Che Gennaro Gattuso sia un vecchio pallino del presidente Lotito è ormai cosa nota. Prima dell'arrivo di Sarri nel 2021 era tra i principali candidati per il post Inzaghi, così come nel 2019 era pronto a subentrare all'attuale allenatore dell'Al-Hilal prima della cavalcata interrotta dal Covid. Gattuso tatticamente si avvicina alle idee di Baroni, una preferenza per il 4-2-3-1 nascosta solo nel periodo con la Nazionale. Aggressività e fisicità che vincono sul palleggio, da questo punto di vista il non aver minimamente assecondato Sarri a gennaio può aiutare. Il curriculum di Gattuso è al centro del dibattito tra i tifosi biancocelesti. La Lazio ha messo sul piatto un biennale da circa 1.5 milioni a stagione, anche se il tecnico 48enne non conclude un biennio da cinque anni. Dopo l'addio al Napoli nel 2021 è stato sei mesi a Valencia, sei mesi a Marsiglia e un anno a Spalato prima del tracollo in azzurro. L'ultima in Serie A è datata 23 maggio 2021, 1830 giorni fa quel pareggio col Verona al Maradona che costò la Champions al Napoli e la panchina a Gattuso. Adesso serve un miracolo, un'altra sfida accettata in situazione improbabile a un anno dalla chiamata di Gravina per la Nazionale. Senza tifosi, senza Europa e con una discontinuità assoluta. Una discontinuità nata meno di tre anni fa, quando la Lazio "uscì a riveder le stelle". Oggi il momento della Lazio lo descrivono gli Oasis, colonna sonora del riscaldamento biancoceleste all'Olimpico quest'anno. “We’re all of us stars, we’re fading away. Just try not to worry, you’ll se us some day”. “Noi tutti siamo stelle, stiamo svanendo. Cerca solo di non preoccuparti, un giorno ci rivedrai”.











