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Luis Jimenez: "Via dall'Italia per colpa di Longarini. Oggi felice al Palestino"

ESCLUSIVA TMW - Luis Jimenez: "Via dall'Italia per colpa di Longarini. Oggi felice al Palestino"
mercoledì 10 febbraio 2021 09:40Che fine ha fatto?
di Gaetano Mocciaro

Luis Jimenez ha giocato per 9 anni in Italia, facendosi apprezzare per le sue qualità tecniche che gli sono valse anche il soprannome "El Mago". Un giocatore che ha vestito le maglie di Inter, Fiorentina e Lazio tra le altre ma intrappolato per anni da un contratto con la Ternana che l'ha portato all'esilio dorato negli Emirati Arabi. Oggi Jimenez è tornato a casa, nel suo Cile, al Palestino dove sta contribuendo alla crescita di un piccolo club che si è anche misurato con i giganti del Sudamerica. Ai microfoni di Tuttomercatoweb si racconta:

Luis Jimenez, cosa fai oggi?
"Sono tornato al Palestino che la squadra in cui ho mosso i primi passi, nonché squadra della mia città, Santiago. Stiamo facendo un buon campionato. In questi anni ci siamo qualificati per la Libertadores e la Copa Sudamericana. Siamo una società piccola ma che lavora bene. L'anno scorso siamo arrivati terzi in campionato".

Col Palestino hai vinto pure la Copa Chile 2018, segnando in finale
"Un successo dal sapore particolare perché è la squadra che mi ha dato la possibilità di diventare un calciatore professionista. Erano 40 anni che non vincevamo un trofeo, quindi immagina la gioia".

Come sta gestendo il calcio cileno la pandemia?
"Stiamo vivendo un momento un po' particolare, non si possono fare ritiri. Non puoi fare la doccia in spogliatoio, quindi la facciamo a casa al rientro all'allenamento. Questo ovviamente non vale per le partite di campionato dove ci è consentito lavarci".

Al Palestino è partito tutto. Poi l'arrivo giovanissimo in Italia, alla Ternana. Cosa ti ha portato proprio a Terni?
"In quegli anni non c'erano le piattaforme che ci sono oggi, per cui era molto più difficile fare scouting. Le squadre europee non arrivavano nemmeno in Cile per questioni logistiche. Nel mio caso feci un torneo con l'Under 17, mi proposero di provare in Italia senza dirmi la squadra e io accettai senza pensarci troppo perché in Italia c'era il miglior calcio".

Il tuo curriculum dice che dal 2002 al 2011 il cartellino era degli umbri. Come si spiega?
"Chiarisco subito che con la Ternana non ho mai avuto nessun problema. Anzi, sono contento di aver fatto parte di questa società. Purtroppo mi sono trovato per la strada Edoardo Longarini, persona bruttissima che mi ha fatto solo del male. Sono rimasto senza poter giocare sei mesi in uno dei migliori momenti della mia carriera".

Lazio, Fiorentina, Inter. Squadre in cui hai giocato e fatto bene: non c'era modo per loro di riscattarti?
"Non so. Una volta ho parlato con Longarini, mi ha chiamato nella sua villa a Cortina d'Ampezzo. Mi ha minacciato che non mi avrebbe più fatto giocare se non avessi rinnovato il contratto, sebbene mi mancassero ancora due anni. Erano i primi tempi in Italia, non conoscevo molto bene come funzionava. Ero da solo e non capivo nulla. E mi sono ritrovato con personaggi che mi hanno fanno del male. Non ho rinnovato e sono rimasto sei mesi senza poter giocare. Non so per quale motivo faceva così, ma non sono stato l'unico ad essere stato trattato così. Ricordo che eravamo in tanti fuori rosa. Tutto il tempo quando c'era il calciomercato ci teneva fuori, ad allenarci 2-3 volte al giorno".

Longarini ti aveva messo fuori rosa. Avevi pensato a ritirarti anche
"Avevo il procuratore, l'avvocato, ho dovuto fare causa. Mi spiace, volevo rimanere in Italia per più tempo e per colpa di Longarini non ho potuto. Chi l'ha conosciuto mi ha detto che ha fatto così con altri giocatori. Ricordo che eravamo in tanti fuori rosa. Tutto il tempo quando c'era il calciomercato ci teneva fuori, ad allenarci 2-3 volte al giorno.

Alla fine hai dovuto ricorrere all'Articolo 17
"Non avevo scelta. Ma al tempo stesso non potevo più rimanere in Italia e anche in Europa sarebbe stato complicato. Questo perché con l'articolo 17 è la FIFA che stabilisce il tuo prezzo di cartellino e nessuna società sapeva quanto mi avrebbe dovuto pagare. Negli Emirati Arabi non si sono fatti problemi, hanno pagato e mi sono trasferito lì".

Dopo gli Emirati, il Qatar. A questo punto sembra una scelta di vita quella di rimanere in Medio Oriente
"Mi sono trovato bene. Il calcio è migliorato, anno dopo anno. Sono andato in una società che ha fatto le competizioni internazionali come la Champions League asiatica e ha cercato sempre di vincere il campionato. In 4 anni abbiamo vinto 6 trofei e quindi è andata bene. Il calcio non è sicuramente a livello dell'Europa ma sta crescendo grazie anche all'arrivo di tanti allenatori europei. E poi come qualità di vita non è difficile trovarsi bene negli Emirati Arabi. È un paese bellissimo".

C'è stata la possibilità di tornare in Italia?
"Sì ma era difficile. Avevo un contratto lungo e la società aveva molta fiducia in me, non mi ha fatto mancare niente. Ho avuto offerte dalla Cina ma anche in Italia: mi voleva il Genoa, però essendo extracomunitario non era semplice concretizzare il trasferimento".

Dove ti sei trovato meglio nella tua esperienza italiana?
"In Italia mi sono sempre trovato bene, ho fatto fatica a lasciare qualsiasi posto. Anche a Terni mi sono trovato bene, pur giocando in Serie B ma in un campionato all'epoca competitivo. La gente mi ha voluto bene e mi scrive ancora. A Firenze ho sempre giocato, ho vissuto in una città fantastica, ho lavorato con un allenatore che mi voleva molto bene. Sono stato in grandi società e se non erano grandi società erano belle città che mi davano tanto affetto, come Cesena dove abbiamo raggiunto la salvezza quando ci davano tutti per retrocessi dalla prima giornata. La festa salvezza fu incredibile".

Fai parte di una generazione di calciatori cileni quasi irripetibile per la qualità espressa. Non hai il rimpianto di non aver giocato un mondiale con la Roja?
"Penso che a tutti i giocatori piacerebbe fare un Mondiale. Sono scelte degli allenatori e alla fine il Cile ha fatto dei buoni tornei".

L'era d'oro del calcio cileno si sta esaurendo, non si vedono più i Vidal o i Sanchez. Come vedi il futuro del calcio nel tuo Paese?
"Penso che sicuramente dopo questi no mi che i hai fatto è difficile trovare giocatori che arrivino allo stesso livello. Non è semplice rimpiazzare questi campioni. Sarà un momento molto difficile e ci sarà da lavorare molto".

Oggi hai 36 anni. Hai pianificato il tuo futuro?
"A me piacerebbe sicuramente rimanere del calcio. Mi piacerebbe fare l'allenatore, sto studiando per quello ma ancora posso giocare per un paio di anni. Sto bene, non ho infortuni quindi vado avanti. Sicuramente resterò nel mondo del calcio".

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