Cristiano Ronaldo è un grande problema. Come Mbappé, come Messi, come chiunque diventa più importante del club dove gioca. E Leao rischia di esserlo un problema (fra poco)
Negli ultimi tre giorni l'unica domanda che mi hanno fatto è la stessa. "Ma Cristiano Ronaldo va al Napoli?". Segnale forte e chiaro da chiunque, anche da chi mi diceva Olympique Marsiglia (no) ma in generale da gente che lo vorrebbe. Anche perché, per carità, è sempre uno dei migliori giocatori di sempre, se non quello vicinissimo a essere il migliore. Al Manchester United non ci può più stare, allo Sporting Lisbona giocherebbe sei partite di Champions League e non molte di più, perché non provarci in uno dei club più importanti degli ultimi tre lustri? Il Napoli avrebbe un nuovo idolo da consacrare, al netto di Osimhen, con la speranza che possa diventare il migliore di sempre. In un posto dove c'era Maradona sembra una bestemmia, ma nelle scelte (Kvaratskhelia? Lozano?) non è possibile lamentarsi, visto che l'equilibrio sembra già stato trovato.
Quindi Cristiano Ronaldo è un grande problema. Come Kylian Mbappé. Se diventi più importante del club dove giochi, la lezione arriva subito. Poi per carità, Mbappé è giovanissimo e può tirare la carretta per altri dieci anni. Ronaldo no, al netto di quegli sponsor che muove, gli stessi che hanno portato Andrea Agnelli a volare in Grecia per prenderlo, quattro anni fa, per farlo diventare l'icona del nostro calcio. Jorge Mendes sta cercando una soluzione, ma alla fine devi anche trovarla. E comunque sei al Manchester United, non in una squadra di Challenge League svizzera. Certo, i vicini "sono chiassosi" come direbbe Alex Ferguson, ma ha avuto anche da ridire con lui, ai tempi, mentre Haaland sembra un alieno sbarcato da un altro campionato (tre gol, ma senza dimostrare di essere straordinariamente al centro del gioco).
Alla fine Cristiano Ronaldo è prigioniero di due cose: del suo lavoro e del suo guadagno. Sa benissimo che non è possibile, in questo momento, guadagnare di più di quanto hai fatto. Il mondo è cambiato dal 2020 in poi, fra pandemia e situazioni. E poi il Manchester United che non gioca la Champions è, di fatto, un ostacolo per migliorare ulteriormente le proprie statistiche. Ecco, Ronaldo in questo senso è diventato il lontano parente di se stesso, il problema principale di una squadra che ha davvero tanti meccanismi che non funzionano. Nella passata annata ha comunque fatto 25 gol, ma non è più il campione che risolveva, come al Real Madrid, bensì una calamita per i palloni che vengono dati e mai più ritornati. Certo, la bravura del giocatore continua a precederlo. Ma anche la spocchia e l'indifferenza di dovere giocare in Champions per forza.
Quindi, al netto delle parole di Spalletti - che vorrebbe allenarlo come qualunque tecnico sulla faccia della Terra - Cristiano Ronaldo è una scelta giusta per il Napoli? La realtà è che negli ultimi anni, due esattamente, De Laurentiis ha rosicchiato il proprio margine, andando in negativo, di tantissimo, con il bilancio. Quest'anno non lo sarebbe, forse nemmeno il prossimo, tra Champions e vendite (Koulibaly insegna), oltre a un abbassamento generale del tetto ingaggi. Ronaldo sarebbe un'operazione fantastica per il Napoli, a patto che abbia uno stipendio sostenibile, cosa che per ora non ha e che rischia di non avere. Lo sarebbe pure per l'OM, ça va sans dire, ma per qualsiasi squadra che ambisce a essere ma che per ora non è. Il Manchester United è la più famosa al mondo, ma non è stata all'altezza - nella scorsa stagione - delle ambizioni di Ronaldo. A 37 anni, forse, bisognerebbe limitarsi, visto che la generazione è cambiata: è quella di Haaland e di Mbappé, lui e Messi ci hanno fatto divertire ma, alla fine, rischiano di finire in soffitta... Anche se è stato un gran bel duello durato per più di dieci anni.
Chiusura su Leao, giusto due cose: non c'è una proposta vera per spostarlo. Lui vuole rimanere al Milan. Ma non c'è nessun accordo per il rinnovo, il contratto scade fra 24 mesi, il Milan ha l'idea di tenerlo (e soprattutto di rinnovare il contratto). Però sembrava tutto fatto a marzo, almeno secondo chi seguiva il Milan giorno per giorno, invece non c'è ancora nulla, nonostante una multa da quasi 20 milioni sulla testa. Leao è un fattore nel nostro calcio, al netto di De Ketelaere che può diventare il nuovo Kakà, ma ha "solo" due anni di contratto rimanenti a 1,5 milioni annui. Più si avvicina alla scadenza e più può chiedere. Quanto, in Premier o nella Liga?






