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Ferrero vuole comprarsi una squadra, ma non può. Però uscirà dalla questione Sampdoria pulito (e con parecchi quattrini in tasca)

Ferrero vuole comprarsi una squadra, ma non può. Però uscirà dalla questione Sampdoria pulito (e con parecchi quattrini in tasca) TUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Di Benedetto
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
sabato 22 luglio 2023, 15:00Editoriale

Piacione, istrionico, divertente. Qualcuno lo considerava la caricatura di se stesso, una macchietta come i presidenti degli anni ottanta, quelli che mettevano il cuore al posto dei soldi, la squadra davanti a tutto. Massimo Ferrero non è così e non lo è mai stato. Perché grazie alla fortuna fatta con i cinema è riuscito a comprarsi la Sampdoria. Oddio, comprare, forse sembrava più un affitto-riscatto dai Garrone, quando la stessa famiglia non navigava in acque non proprio ottime, almeno ai tempi. "La cessione della Sampdoria a Massimo Ferrero fu un errore - ha detto Garrone in un'intervista a Telenord, emittente genovese - mi ritrovai tra l'incudine della tenuta della mia famiglia e il martello delle reazioni della piazza: dovetti scegliere l'incudine. Ma commisi un ulteriore sbaglio, compiendo un atto di eccessiva fiducia verso chi mi propose questa soluzione. Qui commisi un nuovo errore, ovvero quello di rifiutarmi di prendere parte al negoziato e di delegarlo ai manager della San Quirico e agli advisor, di non pretendere di verificare sino in fondo la solidità e l'affidabilità di Ferrero e approfondire la due diligence e fidarmi dei riscontri ricevuti. Vidi Massimo Ferrero una sola volta e poi a giochi fatti il giorno del passaggio di consegne".

Diciamo pure che Ferrero prende la squadra gratis - qualcosa che non succederà mai più - accollandosi 15 milioni di euro di debiti. Garrone versa 36,5 milioni in conto capitale, cercando di azzerare il debito che a fine 2014 è di 24,6 milioni. Più ne aggiunge altri 28,9 alla Sport Spettacolo Holding, la società di Ferrero. Insomma, per garantire la continuità aziendale Garrone ne versa 65,4 nel primo anno solare. Il primo anno totale di Ferrero, cioè il 2015, evidenzia una perdita di 1,3 milioni. Poi le cose vanno migliorando, guardando i bilanci.

2015: -1,3 milioni
2016: +3,2 milioni
2017: +9,3 milioni
2018: +12 milioni

E fin qui possiamo vedere come in realtà la gestione Ferrero sia stata virtuosa, anche più di quelle di altri management. Si può dire tranquillamente che la Sampdoria, rimanendo tra l'ottavo e il dodicesimo posto, ha ottenuto l'humus ideale per riuscire a ricavare soldi in quella che è un'azienda in perdita, come quasi tutte nel calcio. Nel 2019 però ci sono investimenti che portano a rivoltare la Sampdoria come un calzino, probabilmente senza pensare che ci possano essere situazioni che stravolgono tutto il mondo. Perché è vero che la pandemia ha colpito i grandi club, ma di fatto è ricaduta anche sui piccoli a causa delle mancate plusvalenze. Così i bilanci recitano un profondo rosso.

2019: -13 milioni
2020: -14,7 milioni
2021: -24,4 milioni
2022: -25 milioni

È chiaro che senza plusvalenze e con costi saliti al massimo, Ferrero avrebbe dovuto ripianare le perdite. Però, appunto, non lo ha mai fatto. Una inchiesta di Süddeutsche Zeitung, autorevole quotidiano tedesco, lo dipinge come lo "squattrinato che si compra il mondo". Ferrero con la Sampdoria ci ha guadagnato (aveva anche uno stipendio da circa un milione e mezzo nel 2019) rischiando però il fallimento fino all'arrivo di Radrizzani e Manfredi. Oggi però c'è un problema, perché Ferrero contesta gli aumenti di capitale. Perché? I soldi sono una parte fondamentale in questa storia, come lo sono sin dall'inizio: è vero che Ferrero ha ceduto la maggioranza della Sampdoria, a patto che però venissero azzerati i debiti subito, senza aumenti di capitale, che però è avvenuto attraverso il Poi il 16 giugno scorso. In questo momento l'ex presidente detiene ancora il 49,3% del club e un ulteriore aumento di capitale porterebbe la sua quota a diluirsi. Entro fine mese però ce ne deve essere un altro, da 10 milioni, passaggio richiesta anche dal piano di ristrutturazione del debito.

La realtà è che Ferrero vuole i suoi soldi, dopo avere portato la Sampdoria a un passo dal fallimento. Per poi rientrare nel calcio. Ha fatto visita a Perugia, ha cercato un ruolo nella Ternana. La verità è che il giocattolo gli piace - chissà perché, avendo perso milioni e milioni di euro (che tanto non ha messo) - ed è decisissimo a comprare un altro club. Peccato che finché detiene il 49,3% della Sampdoria non possa investire in un'altra società, perché la legge italiana ha deciso di porre fine alle multiproprietà (mentre la UEFA oramai le ha sdoganate, pur con dei cavilli) almeno in divenire. Chi le ha può tenerle, come De Laurentiis, ma non possibile prenderne un'altra. Le solite cose all'italiana, insomma, ma questo è un altro discorso. Ferrero uscirà dal mondo del calcio pulito, senza procedimenti giudiziari, e più ricco di quanto è entrato, e non di poco. Squattrinato, macchietta, caricatura. Tutti lo pensavano di Thohir ed è uscito dall'operazione Inter con 200 milioni in tasca. Chissà quanto frutterà a Ferrero (e beato lui).

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