Allegri scarica le pressioni sul Napoli e fissa l'obiettivo della sua Juve: "Arrivare fra le prime 4"
Giovedì di vigilia in casa Juventus. Questo venerdì, alle ore 20:45, i bianconeri si presenteranno infatti al Maradona di Napoli per affrontare la capolista nel 18° turno di Serie A. Di seguito le principali dichiarazioni del tecnico Massimiliano Allegri nella consueta conferenza stampa pre-partita: "La squadra sta abbastanza bene, abbiamo fatto tre giorni di lavoro prima della partita. Siamo in buone condizioni, vediamo cosa riusciremo a fare”.
Un punto sugli infortunati?
"I rientri dovrebbero essere imminenti. Prima della Coppa Italia difficilmente ritornerà qualcuno, però con l’Atalanta qualcuno magari può tornare. Cuadrado da martedì dovrebbe tornare a lavorare con la squadra e magari potrebbe essere l'unico con il Monza a disposizione. Però devo vederli perché non han fatto ancora un allenamento con la squadra. Gli altri stanno decisamente meglio e siamo fiduciosi".
Chiesa ancora meglio a gara in corso?
“Sono molto contento di Chiesa. Se fossi certo che anche a Napoli a gara in corso farebbe la differenza, farei così. In queste ore deciderò la formazione".
Quanto pesano i punti persi con la Salernitana?
“Ormai quei punti sono andati, inutile stare a pensare. Pensiamo in avanti, quelli ottenuti fino a oggi sono stati risultati buoni ma quella col Napoli è un'altra partita. Nel calcio c'è una regola: ciò che fai il giorno dopo non conta più. Serve lavorare, avere il profilo basso e continuare il percorso di crescita. Come squadra bisogna migliorare tante cose, come singoli e poi arrivare in fondo all'obiettivo finale che per la Juventus è arrivare nei primi quattro posti. Bisogna pensare solamente a cosa serve fare al Maradona".
È un crash test per la Juve?
“Non è un crash test, è una partita del campionato. Veniamo da risultati importanti, il Napoli lo stesso perché ha 44 punti e può girare a 50. Non sarà una partita decisiva ma molto importante per loro”.
Se dice che Spalletti è il più bravo, lei che ha vinto tanto cos’è?
“Io ho grande stima di Luciano. È talmente buffo e divertente che ogni tanto litighiamo come l'anno scorso. Io non sono un allenatore, faccio questo mestiere per sbaglio e dovevo fare un'altra roba. Luciano è molto bravo, affrontarlo è sempre una bella sfida. Lui è uno dei più bravi, se non il migliore, a insegnare. Credo che per loro sia molto più importante che per noi”.
Ultima partita di Agnelli. Cosa le lascia?
“Sul presidente c’è poco da dire. Il lavoro che ha fatto in questi 12 anni parla per lui, così come i risultati. Lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di allenare la Juventus, di stargli vicino e di lavorare con lui assieme per tanti anni”.
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