Francia-Spagna, il giorno della verità: tra polemiche, fiducia e ricordi, tutto pronto per la semifinale
È il giorno della prima semifinale dei Mondiali. Francia e Spagna si affrontano questa sera all'AT&T Stadium di Arlington per un posto in finale, al termine di una vigilia ricca di dichiarazioni, polemiche e significati che vanno ben oltre il campo. Le due nazionali arrivano all'appuntamento con convinzione e fiducia nei propri mezzi, alimentando un clima di grande attesa per una sfida che promette spettacolo.
Botta e risposta tra Spagna e Francia
Ad accendere ulteriormente la sfida sono state le dichiarazioni dei protagonisti. Dopo le parole di Lamine Yamal, che aveva sostenuto come fosse la Spagna la squadra da temere, la replica francese non si è fatta attendere. Adrien Rabiot ha ribadito che i Bleus "non temono nessuno" e ha escluso qualsiasi piano speciale per fermare il talento del Barcellona, sottolineando come la Francia debba preoccuparsi dell'intero collettivo spagnolo. Sulla stessa linea Jules Koundé, compagno di Yamal anche nel Barça, che ha minimizzato le dichiarazioni del classe 2007: "Lo conosco bene, è il suo modo di motivarsi". Dall'altra parte, Unai Simon ha rilanciato la fiducia della Roja, spiegando che, se la Spagna riuscirà a esprimersi al massimo del proprio livello, "nessuna nazionale potrà batterla". Il portiere ha inoltre indicato Ousmane Dembélé come il giocatore più imprevedibile della formazione di Didier Deschamps.
Arbitro, commemorazione e un precedente che fa discutere
La FIFA ha affidato la direzione dell'incontro al salvadoregno Ivan Barton, già protagonista nel torneo per aver applicato con severità una delle nuove norme disciplinari introdotte in questa Coppa del Mondo. Prima del calcio d'inizio sarà inoltre osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell'attentato di Nizza del 14 luglio 2016, nel decimo anniversario della tragedia, dopo la richiesta avanzata dalla Federazione francese e accolta dalla FIFA. Nelle ultime ore ha fatto discutere anche la gestione dei lutti al braccio: l'autorizzazione concessa all'Argentina per omaggiare Antonio Rattín, negata invece alla Francia dopo la scomparsa della madre di Didier Deschamps, è stata spiegata dal regolamento FIFA, che distingue tra figure del mondo del calcio e lutti personali. Ora, però, ogni polemica lascia spazio al campo: Francia e Spagna sono pronte a giocarsi novanta minuti, o forse di più, per conquistare la finale mondiale.






