La Juve di ferro non si ferma più: 8 di fila con un Chiesa in più. Ora sfida-Scudetto a Napoli
Di corto muso, come piace a lui. Quel che è stato a Cremona, si ripete allo Stadium contro l'Udinese. Ghigna Massimiliano Allegri, che sale sull'ottovolante delle emozioni perché otto sono le sue vittorie di fila, arrivate tutte senza incassare reti. Otto successi, ventiquattro punti, grazie ai quali la Juventus vola fino a -4 dal Napoli, chi l'avrebbe mai detto qualche settimana prima della pausa. Contro i bianconeri di Sottil i fattori decisivi sono due: la difesa, manco a dirlo, la certezza di Max; e i cambi voluti proprio da Allegri, da Paredes a Chiesa, decisivi nell'azione del gol-vittoria di Danilo, capitano e perno della retroguardia.
E' su di essa, la difesa, che la Vecchia Signora ha basato la risalita in campionato partita a metà ottobre proprio allo stesso modo di come sta andando avanti, con tre punti presi di misura, ancor più pesanti in quel caso perché arrivati nel derby col Torino. Lì si è sbloccata la Juve, da allora non ha mai subito più gol, arrivando a quota 12 clean sheet in 17 giornate, quasi-record nella storia della Serie A. Allegri di Scudetto, chiaramente, non vuole sentir parlare perché ricorda bene quei momenti difficili di qualche mese fa: "L'obiettivo minimo è il quarto posto".
Unica nota stonata di serata è l'ennesimo stop di Angel Di Maria, fermatosi nel secondo tempo per un fastidio al polpaccio. Ma forse anche no, visto che lo stesso Allegri nel post-partita minimizza e parla di reazione naturale per quello che è stato il suo percorso: "Ha giocato 60-70 minuti a buoni livelli, quindi è normale. Veniva da quindici giorni di fermo, poi si era fermato con la Cremonese. Direi che ha fatto una buona partita e sono contento". L'interrogativo in vista del big match, a questo punto scontro diretto, col Napoli tra cinque giorni resta: il Fideo ci sarà o no? Intanto Allegri si gode il ritrovato Chiesa e, soprattutto, le otto vittorie consecutive.






