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Non può essere come in passato. Se Agnelli sconfessa Pirlo, sconfessa sé stesso

Non può essere come in passato. Se Agnelli sconfessa Pirlo, sconfessa sé stessoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
mercoledì 10 marzo 2021 20:00Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Non è stato un post-gara come tutti gli altri. Non è stato come dopo l'impresa al Bernabeu col finale beffa o come un anno fa, quando dopo l'eliminazione per mano dell'Olympique Lione Andrea Agnelli si lasciò andare a una lunga analisi su cosa funzionava e cosa non funzionava alla Juventus. Questa volta, a differenza di quanto capitato negli ultimi quattro anni, il numero uno del club bianconero ha deciso di non parlare. L'unica reazione di Agnelli dopo l'inutile vittoria contro il Porto è stata riportata, in conferenza stampa, da Andrea Pirlo: "Ha parlato col presidente? Sì abbiamo parlato finita la partita. Abbiamo parlato di futuro. Non mi ha rassicurato di niente perché ero già tranquillo, mi ha detto che il progetto è appena iniziato, i giocatori che sono arrivati hanno dimostrato di essere da Juve e che possono giocare queste partite con questa importanza. E da qui ripartiamo".

Agnelli nel post-partita ha confermato Pirlo. Una conferma che per la verità era arrivata negli ultimi due anni con Allegri e Sarri, salvo poi cambiare idea nelle settimane successive. Questa volta però è diverso perché Pirlo lo scorso agosto fu scelta dello stesso Agnelli. E' stato lui a decidere di puntare su un allenatore che in estate non era ancora un allenatore, è stato lui quindi a rischiare su un manager tutto da scoprire ingaggiato col compito di aprire un ciclo.
In quelle scelte, si sono poste le basi consapevoli di una stagione di transizione. Di un'annata in cui ricostruire la Juventus è stata messa come base di partenza ancor prima del 'vincere è l'unica cosa che conta'.
Agnelli non ha potuto non fare queste considerazioni. E tradirle oggi sarebbe peggio che ammettere di aver sbagliato perché vorrebbe dire non aver valutato le conseguenza di un cambio così importante. La Juventus la scorsa estate ha sacrificato una stagione sull'altare di una squadra da ricostruire. Per farlo, la prossima estate sarà ancora più importante dell'ultima ma tornare indietro sulla scelta dell'allenatore vorrebbe dire sconfessare sé stessi. Ci si aspettava davvero qualcosa di diverso?

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