Caso Balogun, il Times rivela: squalifica revocata per volontà di una sola persona
Continuano a far discutere le modalità con cui la FIFA ha annullato la squalifica di Folarin Balogun. A distanza di alcuni giorni dall'eliminazione degli Stati Uniti contro il Belgio negli ottavi di finale, nuove indiscrezioni mettono in dubbio la procedura seguita dall'organo di governo del calcio mondiale.
L'attaccante del Monaco era stato espulso nella partita della fase a eliminazione diretta contro la Bosnia-Erzegovina, ma aveva comunque ottenuto il via libera per scendere in campo contro il Belgio dopo la revoca del cartellino rosso. Una decisione che aveva suscitato forti polemiche, alimentate anche dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale aveva ammesso di aver contattato personalmente Gianni Infantino chiedendo una revisione dell'episodio, pur sostenendo di non aver mai preteso l'annullamento della sanzione.
La FIFA aveva successivamente precisato che la decisione era stata presa "in maniera indipendente", respingendo qualsiasi ipotesi di interferenza esterna. Secondo quanto rivelato dal quotidiano britannico The Times, però, la vicenda avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso. La Commissione disciplinare della FIFA si sarebbe effettivamente riunita per esaminare il caso, ma la decisione finale non sarebbe stata votata dai 18 componenti dell'organismo. A revocare la squalifica sarebbe stato infatti il solo Mohammad Al Kamali (il presidente della Commissione), che avrebbe esercitato direttamente il potere previsto dall'articolo 27 del Codice disciplinare.






