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Caso Balogun, Giuliani jr torna alla carica: "Rosso molto sospetto. Iran? Ha avuto tutto il tempo"

Caso Balogun, Giuliani jr torna alla carica: "Rosso molto sospetto. Iran? Ha avuto tutto il tempo" TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 13:25Mondiali 2026
Il capo della task force per il Mondiale della Casa Bianca torna ad accusare l'arbitro che ha espulso Folarin Balogun.

La Casa Bianca torna alla carica sul caso Balogun. Andrew Giuliani, figlio dell’ex sindaco di New York Rudolph, e oggi a capo della task force per il Mondiale creata dall’amministrazione Trump, è tornato sull’intervento del presidente degli Stati Uniti per far togliere la squalifica all’attaccante: “Abbiamo trovato molto sospetto che ci fosse un arbitro già indagato in passato per combine, e in particolare per cartellini rossi irregolari, ad assegnare cartellini rossi irregolari”.

Il riferimento, che aveva già fatto lo stesso Donald Trump, è ai precedenti - in realtà inesistenti - dell’arbitro brasiliano Raphael Claus. Nel 2025 fu infatti coinvolto nelle indagini portate avanti dalla federazione brasiliana, dopo le accuse, poi rivelatesi senza fondamento, di John Textor, patron del Botafogo peraltro molto vicino allo stesso Trump, di combine. La FIFA, tramite le parole di Pierluigi Collina, ha già difeso pubblicamente il direttore di gara.

Nel suo colloquio con la stampa estera, Giuliani si è anche soffermato sulle modalità dell’espulsione di Balogun: “Il procedimento è stato applicato in modo errato per come è stato avviato il VAR in quella circostanza. Sui falli da contatto non si può utilizzare il ralenti al VAR, e loro lo hanno fatto. Quindi, mettendo insieme questi due elementi, abbiamo ritenuto che fosse molto, molto sospetto”.

Quanto alla chiamata di Trump a Gianni Infantino: “Guardate, il governo degli Stati Uniti, che si tratti delle urne o del campo da gioco, vuole il fair play, va bene? E quindi per noi è sembrato molto sospetto, per usare un eufemismo, proprio come alla maggior parte degli americani e, credo, come alla maggior parte delle persone che hanno osservato la vicenda in modo imparziale. Siamo felici che US Soccer abbia potuto presentare il ricorso (in realtà pare che la decisione sia arrivata motu proprio dal Comitato Disciplinare FIFA, senza alcun ricorso, ndr) e riteniamo che sia stato raggiunto il risultato corretto”.

Nel briefing di mercoledì, Giuliani ha anche respinto le critiche sull’organizzazione logistica dell’Iran, costretto a fare base a Tijuana, in Messico, pur giocando le partite del girone tutte su suolo statunitense: “Il tempo di volo da Tijuana a Los Angeles è di 27 minuti, il che ha reso semplice decidere che il giorno prima fosse un momento adeguato per consentire alla squadra di entrare nel Paese, dandole tutto il tempo necessario. Abbiamo anche chiarito che avrebbe dovuto lasciare il Paese quella sera stessa. Non è uno stress eccessivo, se si pensa alla National Football League, la NFL: le squadre spesso prendono voli coast-to-coast subito dopo la fine della partita. Credo che Trump sia uno degli ospiti più accoglienti che possa immaginare per questo Mondiale”.

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