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Balogun graziato, Olise no: respinto il ricorso della Francia, la FIFA non cancella il giallo

Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
giovedì 9 luglio 2026, 00:38I fatti del giorno
09.07.2026 00:38I fatti del giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

C'era grande attesa attorno al fascicolo Michael Olise. Perché il caso di Folarin Balogun e della squalifica tolta dalla FIFA - a segnare un precedente nella storia dei Mondiali - come "spinta" agli Stati Uniti nell'incrocio con il Belgio ha generato dibattiti e discussioni accesissimi in ogni latitudine del globo. Un cartellino rosso comminato all'attaccante americano in occasione del match contro la Bosnia Erzegovina, per un'entrataccia su Muharemovic invece interpretata come "involontaria" per dinamica di gioco da Pochettino & co.

Risultato? Una telefonata della Casa Bianca alla FIFA e qualche ora di processo burocratico a seguire, proprio il presidente Gianni Infantino ha annullato la squalifica automatica di un turno al bomber degli USA. Atto, questo, che ha lasciato degli strascichi inevitabili, provocando l'ira dei Diavoli Rossi e la vendetta in campo, con tanto di sfottò dei giocatori con la "Trump Dance". Trovando anche le critiche pubbliche della UEFA al caso Balogun.

Ma cosa c'entra Olise? Ecco, la FIFA non lo ha graziato: il cartellino giallo comminato alla stella dei Bleus nei minuti finali del match contro il Paraguay non sarà revocato. La federazione transalpina aveva presentato un ricorso sulla scia delle polemiche nate proprio dal precedente del giocatore degli Stati Uniti, eppure l'istanza è stata respinta.

A confermare ufficialmente il verdetto è stato il commissario tecnico Didier Deschamps durante l'ultima conferenza stampa. L'allenatore ha spiegato di aver ricevuto la notifica formale in mattinata: "Sul cartellino giallo non è cambiato nulla. Questa mattina abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dalla FIFA che conferma la sanzione". Senza polemiche, evitando di cavalcare l'onda della situazione-Balogun che ha destato scalpore nel mondo intero, l'allenatore della Francia ha piuttosto virato sul quarto di finale contro il Marocco. Ma la macchia sul Mondiale 2026 resta e non verrà lavata via.

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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