Foden e Palmer esclusi da Tuchel, l'Assocalciatori: "Colpa delle troppe partite giocate"
L’esclusione di Phil Foden e Cole Palmer dalla lista dell'Inghilterra per il Mondiale 2026 continua a far discutere. Secondo la Professional Footballers’ Association (PFA), il principale sindacato dei calciatori inglesi, alla base del calo di rendimento dei due talenti ci sarebbe soprattutto il sovraccarico di partite accumulato nelle ultime stagioni.
A lanciare l’allarme è stato il direttore della PFA, Maheta Molango, che ha parlato apertamente di "calendario assurdo" e di giocatori ormai vicini all’esaurimento fisico e mentale. “Due anni fa Foden veniva eletto miglior giocatore della Premier League dai suoi colleghi", ha ricordato Molango. "Da allora il numero di partite è aumentato enormemente e, quando è stato disponibile, non era più il giocatore brillante che conoscevamo. È una delle vittime di un sistema costruito solo per interessi commerciali".
Il caso di Palmer viene considerato ancora più emblematico. Il talento del Chelsea ha infatti disputato tre estati consecutive senza pause, partecipando agli Europei Under 21 del 2023, a Euro 2024 e successivamente al Mondiale per Club. Anche Foden, protagonista con il Manchester City, ha giocato praticamente senza interruzioni tra competizioni nazionali e internazionali. Secondo la FIFPro, il sindacato mondiale dei calciatori, sette dei dieci giocatori più utilizzati nei principali campionati europei appartengono a club inglesi. Una tendenza che preoccupa sempre di più gli addetti ai lavori. Molango ha citato anche Lamine Yamal e Rodri come esempi di talenti che andrebbero maggiormente protetti: "Sono quei giocatori speciali che fanno innamorare la gente del calcio. Vederli fuori dal campo per stanchezza è un danno per tutto il movimento".











