Harry Kane non si ritira: "Mancano quattro anni al Mondiale, ma guardate Messi..."
Harry Kane, centravanti dell'Inghilterra, ha parlato in mixed zone dopo la sfida persa per due a uno contro l'Argentina. "È una storia simile a quella già vista in altri tornei. Sento che abbiamo faticato a mantenere l'inerzia della partita. Abbiamo giocato bene per circa 60 minuti: abbiamo segnato e meritavamo il vantaggio. Poi, per un motivo o per l'altro, abbiamo faticato a pressare chi aveva la palla, permettendo loro di prendere campo e creare più occasioni nella nostra trequarti difensiva. È naturale, poi, cercare di difendere il vantaggio di un gol, ma mancavano ancora 20 minuti più il recupero".
Sulla tattica
"Sapevamo che sarebbe stato un finale lungo. Dovremo rivedere la partita e capire esattamente come migliorare in quelle situazioni. Probabilmente è proprio questo l'elemento che ci è mancato negli ultimi quattro o cinque tornei. Non è il momento di parlarne. Credo che certe discussioni nascano sempre quando le cose non vanno come sperato. Volevamo provare a pressare di più sulle fasce con la difesa a cinque; ovviamente ti garantisce un uomo in più sui cross. Tuttavia, non siamo riusciti a esercitare la giusta pressione e, ogni volta che recuperavamo palla o spazzavamo via, non riuscivamo a gestirla bene. Anche questo è fondamentale per cambiare l'inerzia della gara e magari chiuderla con un secondo gol. È difficile metabolizzare tutto adesso. Ovviamente dovremo analizzare la situazione come gruppo: vinciamo e perdiamo insieme, funziona così".
Sui discorsi al rientro negli spogliatoi
"Non c'è molto da dire. Per ora, tutti devono metabolizzare quanto accaduto. Sono tutti distrutti. Mi dispiace enormemente per i ragazzi, per lo staff e per tutte le persone dietro le quinte, perché sappiamo quanto impegno richieda costruire una nazionale vincente. Essere parte di una nazionale di successo... e quando ci vai così vicino, quando mancano poco più di dieci minuti e la vittoria ti sfugge di mano in quel modo... beh, ovviamente i ragazzi sono devastati. Per ora dobbiamo solo accettare il verdetto. Non c'è altro da fare. Ci congratuliamo con l'Argentina e, sì, ripartiamo cercando di migliorare.
Ultimo Mondiale?
"È troppo presto per parlarne. Mi conosci: per me conta sempre procedere anno dopo anno, in base a come mi sento. La nazionale inglese è il mio orgoglio e la mia gioia. È ciò che amo fare più di ogni altra cosa. Certo, mancano quattro anni; è un orizzonte ancora lontano. In estate compirò 33 anni, ma basta guardare l'esempio di Leo: lui continua a giocare ai massimi livelli. Non voglio mai pormi dei limiti in questo senso. Valuterò le situazioni man mano che si presenteranno, ma per ora penso solo ad assimilare un'altra sconfitta dolorosa con questa squadra".
Su Messi
"Ho avuto l'impressione che per gran parte della partita lo abbiamo contenuto molto bene. Ma, come sempre accade con i giocatori più pericolosi al mondo, quando hanno la palla nell'ultimo terzo di campo sanno creare qualcosa dal nulla. E oggi lo ha fatto di nuovo. Ovviamente non è un caso che sia considerato uno dei migliori giocatori di sempre. Come ho detto, è stato un peccato concedere quegli spazi. Negli ultimi 20 minuti, questo ha permesso non solo a lui, ma anche agli altri giocatori dotati di grande tecnica, di entrare in partita, prendere fiducia e servire palloni in zone pericolose; alla fine, per noi è stato impossibile arginarli".






