Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
TMW

Da simbolo a emblema del crollo: l'amaro finale di Neymar con la nazionale brasiliana

Da simbolo a emblema del crollo: l'amaro finale di Neymar con la nazionale brasiliana TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Michele Pavese
autore
Michele Pavese
Oggi alle 10:29Mondiali 2026
Una convocazione attesa a lungo, un finale prevedibile. Neymar è lontano parente del fenomeno ammirato fino a qualche anno fa

Doveva essere il fattore decisivo, l’uomo in grado di cambiare il destino del Brasile. Invece, Neymar è diventato suo malgrado il simbolo della disfatta contro la Norvegia negli ottavi di finale del Mondiale 2026, una sconfitta che ha sancito l’eliminazione della Seleção. Carlo Ancelotti lo aveva scelto nonostante i dubbi e le polemiche, puntando sulla sua esperienza per aggiungere qualità nei momenti chiave; l’ingresso del numero 10, arrivato al 67’, non ha però prodotto alcuna svolta positiva. Anzi, ha coinciso con il momento in cui la partita è definitivamente scivolata dalle mani del Brasile.

Fino a quel momento il match era in equilibrio ed erano stati i verdeoro a fallire le occasioni più clamorose. Dopo l'ingresso del fuoriclasse del Santos, la Norvegia ha trovato più spazio e coraggio, riuscendo poi a colpire due volte e indirizzare la qualificazione. Ex fuoriclasse, verrebbe da affermare: Neymar non ha creato situazioni pericolose, non ha inciso, e la sua presenza offensiva non ha mai davvero scalfito la solidità difensiva scandinava. Per dirla più brutalmente: il Brasile ha giocato in 10 l'ultimo quarto di gara.

Tutto ampiamente prevedibile

L’unico lampo statistico è arrivato su rigore, trasformato nel finale quando la partita era già compromessa. Una prestazione che forse rappresenta il punto più basso della sua carriera in nazionale, anche se in qualche modo era prevedibile: l'ex Barcellona e PSG è lontano parente del fuoriclasse ammirato fino a qualche anno fa (a causa soprattutto dei tanti infortuni subiti), e a certi livelli la differenza di condizione diventa evidente. La sua avventura mondiale si chiude così tra rimpianti (in particolare per il 2014), polemiche e una sensazione di incompiutezza. Per il Brasile, invece, arriva l’ennesima eliminazione dolorosa, in un torneo in cui, ancora una volta, la differenza non l’hanno fatta le idee o il collettivo, ma la mancanza di uomini decisivi.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile