Da simbolo a emblema del crollo: l'amaro finale di Neymar con la nazionale brasiliana
Doveva essere il fattore decisivo, l’uomo in grado di cambiare il destino del Brasile. Invece, Neymar è diventato suo malgrado il simbolo della disfatta contro la Norvegia negli ottavi di finale del Mondiale 2026, una sconfitta che ha sancito l’eliminazione della Seleção. Carlo Ancelotti lo aveva scelto nonostante i dubbi e le polemiche, puntando sulla sua esperienza per aggiungere qualità nei momenti chiave; l’ingresso del numero 10, arrivato al 67’, non ha però prodotto alcuna svolta positiva. Anzi, ha coinciso con il momento in cui la partita è definitivamente scivolata dalle mani del Brasile.
Fino a quel momento il match era in equilibrio ed erano stati i verdeoro a fallire le occasioni più clamorose. Dopo l'ingresso del fuoriclasse del Santos, la Norvegia ha trovato più spazio e coraggio, riuscendo poi a colpire due volte e indirizzare la qualificazione. Ex fuoriclasse, verrebbe da affermare: Neymar non ha creato situazioni pericolose, non ha inciso, e la sua presenza offensiva non ha mai davvero scalfito la solidità difensiva scandinava. Per dirla più brutalmente: il Brasile ha giocato in 10 l'ultimo quarto di gara.






