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Spagna, Cubarsí: "Messi è il mio idolo, ma se lo affronterò darò tutto per fermarlo"

Spagna, Cubarsí: "Messi è il mio idolo, ma se lo affronterò darò tutto per fermarlo" TUTTOmercatoWEB
Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 10:49Mondiali 2026

A soli 19 anni Pau Cubarsí è già uno dei punti fermi della Spagna e del Barcellona. Intervistato da Mundo Deportivo durante il ritiro della Nazionale, il giovane difensore ha parlato del suo percorso di crescita, delle ambizioni per il Mondiale e del sogno di affrontare Lionel Messi, senza nascondere la propria voglia di diventare sempre più leader.

Il centrale catalano, rimasto fuori all'ultimo momento dalla precedente spedizione europea, considera quell'esclusione una tappa fondamentale della sua maturazione: “Ho imparato che non si può arrivare subito al massimo livello. Bisogna lavorare giorno dopo giorno per conquistare la fiducia del commissario tecnico e dello staff. Da quel momento ho deciso di dare tutto e godermi ogni occasione”.

Cubarsí ha poi raccontato il cambiamento del proprio carattere in campo: “Fuori sembro un ragazzo tranquillo, una persona molto buona, ma quando indosso gli scarpini mi trasformo. Se devo rimproverare qualcuno lo faccio e, se serve essere duro, non mi tiro indietro”.

Tra gli aspetti su cui sta lavorando c'è soprattutto la leadership: “L'età è solo un numero. In campo nessuno guarda quanti anni hai, ma quello che sai fare. Voglio diventare un grande leader perché aiuta sia me sia la squadra”.

Il giovane difensore ha spiegato anche come affronta gli errori: “Quando sbagli un passaggio o una giocata devi lasciartelo alle spalle. Se continui a pensarci finirai per commettere altri errori”.

Guardando al Mondiale, Cubarsí non nasconde le proprie ambizioni: “Ho già immaginato di alzare la coppa a New York. Bisogna avere la mentalità e l'ambizione di voler vincere”.

Infine un pensiero su Lionel Messi, il suo idolo di sempre: “Avrei preferito giocare con lui nella mia squadra, ma se dovessi trovarmelo di fronte darò il massimo per difenderlo nel miglior modo possibile. È un giocatore così speciale che, anche se sai come gioca, è quasi impossibile fermarlo”.

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