Trattamento "speciale" anche per il Senegal? La Federazione precisa: "Tutto regolare"
Polemiche a non finire a due giorni dall'inizio della Coppa del Mondo 2026. Stavolta al centro dell'attenzione è finita la delegazione del Senegal, che è stata sottoposta a controlli di sicurezza direttamente sulla pista di un aeroporto statunitense. Una scena, immortalata in un video, che in tanti hanno interpretato come un trattamento fin troppo "speciale" riservato alla selezione africana.
Per fare chiarezza, la Federazione senegalese ha diffuso un comunicato ufficiale spiegando l'esatta dinamica dell'accaduto. Secondo quanto riportato, le immagini non sono state girate il 7 giugno all'aeroporto di Raleigh, in Carolina del Nord, al momento della partenza verso il Texas. La delegazione era stata autorizzata a raggiungere direttamente il velivolo con il proprio autobus, evitando il passaggio nei normali percorsi aeroportuali. Proprio per questo motivo, i controlli di sicurezza sono stati effettuati sul tarmac, ai piedi dell'aereo, prima dell'imbarco sul volo privato diretto a San Antonio.
"Questa procedura era stata predisposta principalmente per ottimizzare i tempi di trasferimento della delegazione e facilitare l'imbarco sul volo charter", ha spiegato la Federazione. Nel comunicato viene inoltre sottolineato che "tutte le operazioni si sono svolte nel pieno rispetto delle normative di sicurezza aeroportuale vigenti e senza alcun incidente". La precisazione arriva in un contesto già delicato, segnato dalle polemiche legate ai controlli e ai visti che hanno coinvolto altre delegazioni e figure del Mondiale. Per il Senegal, però, si sarebbe trattato semplicemente di una procedura logistica straordinaria e non di una misura discriminatoria.
La squadra guidata da Pape Thiaw si prepara ora al debutto mondiale contro la Francia, in programma il 16 giugno, dopo aver affrontato l'Arabia Saudita nell'ultima amichevole di preparazione.






