Tre vittorie nelle ultime 12 partite: l'incredibile dato della Spagna in Coppa del Mondo
Se si guardassero soltanto i numeri, verrebbe da pensare a una nazionale di seconda fascia, una squadra capace di qualche exploit ma lontana dall'élite del calcio mondiale. E invece il dato appartiene alla Spagna, una delle selezioni più importanti. Dopo il trionfo al Mondiale del 2010, le Furie Rosse sono sempre arrivate alle successive edizioni tra le principali candidate al titolo, senza però riuscire a confermare sul campo le aspettative e subendo clamorose eliminazioni.
Dal 2014 in avanti, infatti, il bilancio iridato della Spagna è sorprendentemente in rosso: appena tre vittorie nelle undici partite disputate tra Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022. Se si aggiunge anche il pareggio ottenuto ieri contro Capo Verde, il bilancio sale a 12 gare con 3 successi, 6 pareggi e 3 sconfitte.
Il crollo del 2014
Il primo segnale arrivò in Brasile. Campione del mondo e d'Europa in carica e considerata ancora una delle favorite, la Spagna visse uno dei tracolli più clamorosi nella storia recente dei Mondiali. L'esordio fu traumatico: dopo essere passata in vantaggio contro l'Olanda, la squadra di Vicente del Bosque crollò sotto i colpi di Robben e Van Persie, incassando un pesantissimo 5-1. Una sconfitta che segnò simbolicamente la fine del ciclo d'oro iniziato con l'Europeo del 2008. La situazione peggiorò pochi giorni dopo con il k.o. per 2-0 contro il Cile, risultato che sancì l'eliminazione già al termine della seconda giornata. Il successo per 3-0 contro l'Australia nell'ultima gara del girone servì soltanto a rendere meno amaro il bilancio finale.
Russia 2018, l'eliminazione che nessuno si aspettava
Quattro anni dopo, la Spagna si presentò al Mondiale russo con grandi ambizioni ma anche con una situazione complicata, aggravata dall'esonero del CT Julen Lopetegui alla vigilia del torneo. L'esordio regalò spettacolo: 3-3 contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, autore di una memorabile tripletta. Seguirono la vittoria per 1-0 contro l'Iran e il pareggio per 2-2 contro il Marocco, risultati sufficienti per chiudere il girone al primo posto. Agli ottavi di finale arrivò però una delle più grandi sorprese dell'intero torneo. Contro la Russia padrona di casa, la Spagna monopolizzò il possesso palla ma non riuscì a sfondare. Dopo l'1-1 maturato nei tempi regolamentari e supplementari, furono i rigori a condannare le Furie Rosse all'eliminazione.
Qatar 2022, dall'illusione alla delusione
Anche il Mondiale qatariota sembrò iniziare nel migliore dei modi. La squadra di Luis Enrique travolse il Costa Rica con un impressionante 7-0, prestazione che fece pensare a una Spagna finalmente pronta a tornare protagonista. Quell'entusiasmo durò poco. Nella seconda giornata arrivò l'1-1 contro la Germania, mentre nell'ultima sfida del girone una sorprendente sconfitta per 2-1 contro il Giappone fece emergere nuovamente i limiti della squadra.
Agli ottavi si materializzò un'altra amara eliminazione ai rigori. Questa volta il carnefice fu il Marocco, capace di resistere al predominio territoriale degli spagnoli e di imporsi nella lotteria finale dal dischetto.
Un rendimento lontano dalle aspettative
I numeri non mentono e ovviamente stonano se rapportati allo status della nazionale iberica. In questo periodo la Spagna ha continuato a produrre talenti, a dominare a livello di club e di recente è tornata sul tetto d'Europa. Ma in Coppa del Mondo spesso è mancato qualcosa: concretezza offensiva, capacità di gestire i momenti chiave o semplicemente quella dose di cinismo necessaria per vincere le partite a eliminazione diretta. Il paradosso è evidente: dal trionfo di Johannesburg 2010 in poi, le Furie Rosse non sono mai riuscite ad andare oltre gli ottavi di finale e hanno raccolto un numero di vittorie sorprendentemente basso per una nazionale che continua a partire con l'etichetta di favorita.






