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Il mistero della morte di Luciano Re Cecconi

Il mistero della morte di Luciano Re Cecconi
giovedì 01 luglio 2021 07:18Podcast
di Redazione TMW
fonte testo: andreatorrisi.com
Luciano Re Cecconi (Nerviano, 1º dicembre 1948 – Roma, 18 gennaio 1977)

Sono passati oltre 40 anni dall’assurda morte di Luciano Re Cecconi, leader della prima Lazio scudettata della storia. Proprio perchè sono passati tantissimi anni a molti non dice nulla questo nome, ignorando sia collegato ad una delle pagine più controverse del calcio. Ma prima ripercorro la sua vita e perchè fosse considerato uno degli uomini simbolo del calcio italiano degli anni Settanta.

Chi era Luciano Re Cecconi
Luciano Re Cecconi è nato nel 1948 a Nerviano, in Lombardia. Suo padre muratore, mentre lui, col cugino, facevano dei lavoretti di carrozzeria quando non era impegnato con il suo hobby preferito: il calcio. Ma ben presto l’hobby divenne un lavoro. Alto, fisico importante, centrocampista a tutto campo, con quello sguardo da nordico, forse anche per via della sua chioma bionda. Tant’è che fu ribattezzati Cecconetzer, per via della sua somiglianza con Günter Netzer, stella del calcio tedesco dell’epoca. Raggiunse l’apice del successo con la Lazio, nella quale entrò a far parte nel 1972. Prima si mise in luce Tra C, B, e poi anche A, coi gli altri due club dove militò, ovvero Pro Patria e Foggia.

Ma fu appunto coi biancocelesti che iniziò a giocare ad altissimi livelli, complice anche la mossa tattica del suo allenatore Tommaso Maestrelli, che impostò Re Cecconi come regista. Vinsero uno storico scudetto nel 1974. Era la Lazio fantastica dei Chinaglia, Pulici, Wilson, Petrelli, Martini, di un giovane Vincenzo D’Amico. Oltre ovviamente all’ Angelo Biondo, come veniva osannato appunto Re Cecconi. Quest’ultimo partecipo’ con l’Italia anche ai Mondiali sfortunati del 1974. Tuttavia furono solo due le presenze con la maglia azzurra, anche per via dell’abbondanza di talento che imperversava nella penisola (si stava infatti formando il mitico gruppo del Mundial ’82). La Lazio successivamente perse diversi pezzi e sbandò, ma Re Cecconi la condusse alla salvezza. Il regista si infortunò gravemente l’anno dopo, per poi tornare a giocare. Fino a quel maledetto 18 gennaio 1977.
La morte di Luciano Re Cecconi
Era tardo pomeriggio, Luciano Re Cecconi con il compagno di squadra Pietro Ghedin e l’amico comune, il profumiere Giorgio Fraticcioli, entrarono nella gioielleria di Bruno Tabocchini, sita in via Nitti, nel quartiere romano Flaminio, in quanto Fraticcioli avrebbe dovuto consegnare dei prodotti. Da qui in poi non è chiaro cosa successe, perchè per 41 anni si sono inseguite conferme e smentite come se piovesse, ma un secondo devo fermarmi e contestualizzare. Erano gli anni di Piombo, Roma viveva il “mito” della Banda della Magliana, e per le attività al calar della sera subentrava un timore legittimo.

Precisato ciò, i tre entrarono nella profumeria e, secondo quella che è la ricostruzione ufficiale dei fatti, Re Cecconi avrebbe detto “Fermi tutti, questa è una rapina!”. Il gioielliere non ci pensa due volte e tira da sotto il bancone una Whalter, revolver calibro 7,65 e la punta su Ghedin, il quale alza subito le mani. Subito dopo il gioielliere cambiò bersaglio e esplose un proiettile verso il torace di Luciano Re Cecconi, vistò che quest’ultimo, a quanto pare, non ebbe la prontezza di alzare le mani in segno di resa. Tramortito a terra, sussurrerà:“Era uno scherzo, era solo uno scherzo”. Viene portato all‘Ospedale San Giacomo, dove alle 20,04 verrà dichiarato morto.
Luciano Re Cecconi muore a 28 anni, lasciando la moglie Cesarina, i figli Stefano di 2 anni e Francesca, nata solo qualche mese dopo.

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