Gli aneddoti di Koulibaly sul Napoli: "Sarri parlava con accento toscano, era difficile capirlo"
Intervenuto al podcast The Mo Show, l'ex difensore azzurro Kalidou Koulibaly ha raccontato diversi aneddoti sulla sua carriera, a partire proprio dal suo trasferimento al Napoli dal Genk del 2014. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il ricordo di Koulibaly
"Giocavo in Belgio e Benitez mi chiamò per portarmi al Napoli. Fu fantastico, è stato un periodo meraviglioso. La pressione era altissima, perché lì c'è solo una squadra per una città di 3 milioni di persone. Perciò le persone lì pensano solo al Napoli, volevano vincere trofei e vedere il Napoli tornare in Champions League", ha esordito il centrale attualmente in forza all'Al Hilal.
Koulibaly ha poi svelato alcuni retroscena legati a mister Sarri: "Con Sarri all'inizio è stato molto difficile. Lui parlava solo in italiano, ma con un accento che non riuscivo a comprendere. E poi era un tipo molto esigente. Mi dava indicazioni, ma io non lo capivo. All'inizio i suoi collaboratori mi sono stati di grande aiuto per questo. Loro erano consapevoli delle mie qualità, ma Sarri è stato molto severo con me. Veramente molto duro e severo. Non c'era alcun interprete ad aiutarmi con la lingua, ho imparato un po' di italiano in una scuola. Cercavo di parlare il più possibile in italiano con i miei compagni di squadra. Sono stati fortunato perché c'erano Ghoulam, che era un mio amico intimo a Napoli, con cui trascorrevo tantissimo tempo, e anche Jorginho. Loro mi insegnavano l'italiano tutti i giorni. Ho iniziato a capirlo di più, ma Sarri parlava con un accento toscano e per me era difficile capirlo. Piano piano sono migliorato. Volevo dimostrargli le mie qualità e vivevo ogni allenamento come una sfida tra me e lui. Lui diceva sempre: 'No, Kouli non può giocare in quel modo, non può essere un buon difensore...'. Così ad ogni allenamento mi dicevo: oggi glielo farò vedere! Gli dimostrerò che posso, mi guadagnerò la sua fiducia. Forse Sarri è stato duro con me, ma quella severità si è rivelata vantaggiosa perché mi ha stimolato a diventare un grande difensore".






