Blin resta a Lecce? Il centrocampista: "Vivo alla giornata, ne parlerò con la società"
Alexis Blin, centrocampista del Lecce, ha parlato in conferenza stampa dopo il ko interno contro l'Udinese (0-2): "Con Gotti più minutaggio? Nella mia testa penso che devo dare il massimo ogni giorno, essere allenatore è difficile, 11 giocano e a volte 5 o anche meno entrano dalla panchina. Sono sempre stato dalla parte di mister D'Aversa, con lui ho dato il massimo, avevo rispetto per le sue scelte. Volevo giocare di più, ma mi sono sempre messo a disposizione del gruppo. Gotti mi ha dato la chance di giocare di più. Sono contento di aver trovato continuità”.
Un bilancio stagionale.
“La stagione non è finita. Dispiace per la sconfitta, volevamo vincere davanti ai nostri tifosi. Abbiamo iniziato bene, poi il ritmo si è abbassato. Non mi piace parlare molto di me stesso, ho sempre avuto questo spirito nella mia carriera, mi sono sempre messo a disposizione della squadra, ogni giorno voglio guardarmi allo specchio e dire di aver dato il massimo. Sono stati tre anni incredibili da vivere, ogni anno ha portato con sé momenti molto belli. Festeggiare dura poco, il lavoro dura tanto, così vedo le cose. Dopo la partita che ha vinto il Milan abbiamo festeggiato un po' ma sono tornato a casa velocemente. Non riesco a festeggiare tanto perchè penso alle prossime partite e penso che anche il prossimo anno sarà difficile. Siamo felici di essere salvi ma ci sono ancora due grandi partite da giocare, dobbiamo regalare ai nostri tifosi una vittoria in casa e vogliamo provarci sabato con l'Atalanta”.
La partita della svolta?
“Salernitana-Lecce, lì abbiamo sofferto tanto, è stata una vittoria di cuore. Lì ho capito che ci saremmo salvati. Abbiamo ritrovato fiducia e abbiamo alzato il livello di squadra”.
Resta a Lecce?
“Vivo alla giornata senza guardare troppo in avanti, ne parlerò con la società, rimane un anno di contratto. Viene prima la società di me, in questa stagione nei momenti difficili tutta la società non ci ha mai messo pressione, questa cosa il gruppo la sente. Loro sanno che lavoriamo forte ogni giorno con l'atteggiamento giusto. Giocare tanti anni qui mi farebbe piacere, ma viene prima la società. Questa salvezza significa tanto, il Lecce non lavora come le altre società, investe su stranieri sconosciuti, è un metodo diverso da tante squadre che spendono tanto. Il Lecce lavora sulla crescita dei giocatori, facendo capire l'importanza della maglia. Qui ho vissuto tre stagioni meravigliose, per salvarsi in serie A serve la qualità ma serve il gruppo e la società è stata brava a creare gruppi con uomini che volevano fare il massimo per il Salento”.






