Bosnia, Tabakovic e il segreto contro l'Italia: "Notato subito che così non potevano raddoppiare"
Intervistato da SPORT BILD per riassaporare tutti i momenti di gioia sconfinata per la qualificazione al Mondiale 2026, dopo aver battuto l'Italia in finale di playoff a Zenica, Haris Tabakovic insieme a Edin Dzeko ha formato un attacco impegnativo per i difensori azzurri, in compagnia di Ermedin Demirovic: "Abbiamo subito notato che gli italiani, contro tre attaccanti fisicamente così forti, non potevano più raddoppiare ma dovevano difendere uomo contro uomo", ha raccontato l'attaccante di 31 anni.
"È stata una bellissima sensazione in campo. Andiamo ai Mondiali per raggiungere la fase a eliminazione diretta", ha aggiunto. I Mondiali, tuttavia, non sono il suo unico progetto futuro. Al momento infatti Tabakovic sta frequentando un corso di management della FIFA per assumere un ruolo dirigenziale in futuro e svolgerà l'esame finale a maggio: "Soprattutto la rete di contatti che sto costruendo è incredibile. Il mio colloquio di ammissione, ad esempio, è stato una videochiamata con Arsene Wenger. È stato pazzesco, ho pesato bene ogni singola parola. Negli ultimi seminari online è intervenuto il CEO del Brighton".
Quanto al suo club, la permanenza di Tabakovic al Borussia Monchengladbach appare sempre più improbabile. Colloqui concreti per un riscatto dopo il prestito non son avvenuti tra il giocatore e la dirigenza, perché il club tedesco non può attualmente permettersi i 5 milioni di euro richiesti d'ingaggio. "Cerco di restare distaccato e di non pensarci troppo, continuando a dare il massimo per la salvezza e per il Mondiale", si è limitato a dichiarare il 31enne bosniaco sul proprio futuro.











