Cagliari, missione compiuta. Sir Claudio l'ha fatto di nuovo
"È bollito!", "Il suo calcio ormai è vecchio e superato!", "La Serie A non è la Serie B!" Questo ed altro Claudio Ranieri ha dovuto sentire sul suo conto quando il Cagliari, il suo Cagliari, annaspava tra le ultime tre posizioni della classifica. Eppure ha smentito tutti, come sovente è accaduto nella sua onoratissima carriera: dopo aver riportato il Cagliari in Serie A, è riuscito nel compito di salvarlo. È sembrato di tornare indietro di oltre 30 anni quando il giovane condottiero venuto da Testaccio conduceva la barca in porto dopo una violenta burrasca durata praticamente per 3/4 del viaggio. Oggi, dopo la vittoria ottenuta contro il Sassuolo, si è ripetuto, "l'ha fatto di nuovo".
SFIDA CALDISSIMA. Quella di ieri pomeriggio al Mapei Stadium era una gara da vincere per entrambe, con i padroni di casa che non avevano alternative considerata la situazione della classifica. Ranieri, conscio di un eventuale bonus all'ultima di campionato, ha predicato calma ed ha mandato in campo una formazione equilibrata ed attenta a non strafare. Ma sin dalle prime battute si è evinto quanto la palla scottasse, nessuna delle due formazioni ha voluto prendere l'iniziativa in maniera concreta, tant'è vero che sia Scuffet, che Consigli, non sono praticamente mai chiamati in causa.
SVOLTA DALLA PANCHINA. Mentre Ballardini mandava un campo Defrel per aumentare il peso specifico in avanti, Ranieri rispondeva con l'innesto sulla fascia di Luvumbo e, successivamente, con quelli di Viola e Prati, con il chiaro intento di dare più tecnica e fosforo. Pochi minuti e proprio i due neo entrati confezionano il vantaggio realizzato dal giovane play marker dell'under 21, che raccoglieva un alleggerimento di Dossena per fulminare di sinistro Consigli. Per l'ex Spal è la prima gioia in campionato. Il Sassuolo provava i colpi della disperazione, ma la rassegnazione ha presto fatto capolino nella testa dei giocatori che subivano il raddoppio a tempo scaduto grazie ad un penalty guadagnato e poi realizzato da Lapadula. Gravissima l'indecisione di Kumbulla, che ha prima lasciato sfilare la palla e poi ha commesso il fallo sul peruviano. Al triplice fischio di Doveri si sono manifestati i due animi delle squadre: grande festa per il Cagliari, per Ranieri portato in trionfo, e per il 3500 che hanno gremito il settore ospiti. Dall'altra la delusione e lo scoramento di una squadra che retrocede dopo undici anni di permanenza nella massima serie.






