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Cellino: "Ho sentito Allegri prima del Cagliari. Forse aveva già la testa lontana da Milano"

Cellino: "Ho sentito Allegri prima del Cagliari. Forse aveva già la testa lontana da Milano" TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
Oggi alle 20:30Serie A

Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari, è stato il primo in Serie A a puntare su Massimiliano Allegri, oggi virtualmente tecnico del Napoli. Ai microfoni de IlNapolista, l'ex numero uno dei sardi, ha parlato così del tecnico: "L'ho sempre valutato per come gestiva la squadra e per come allenava. Io non sono un allenatore, sono un presidente. Infatti, seguivo tutti gli allenamenti, le vicissitudini e tutti i problemi che avevamo".

Cellino risponde a chi attacca Allegri per lo stile difensivista: "Noi non vincevamo le partite per delle casualità poiché la squadra giocava bene ed era allenata benissimo. Io vedevo la squadra un po’ restia. Dopo la sesta partita che giocammo contro il Milan che pareggiamo e potevamo vincerla, tutti dissero che doveva essere mandato via mentre io, invece, gli allungai il contratto di cinque anni".

La sua reazione fu stupita: "A quel punto lui mi chiese: 'Presidente, chi avverte la stampa? Io o lei?'. Io gli risposi: 'E perché devo avvertire la stampa?'. Lui mi chiese a quel punto del perché gli feci il contratto. Io gli risposi che in questo modo qualora iniziasse a vincere e mi chiedeva il triplo, si teneva quel contratto e andava avanti così. La giornata successiva vinse a Torino 1 a 0 con un gol di Acquafresca e fece 7-8 vittorie di fila. Pochi allenatori vedono il calcio come lo vede lui. Allegri fa gli interessi della società, gli dai dei giocatori, non si lamenta, li allena e cerca di tirare il massimo da loro. Deve essere concentrato, non essere distratto e la società gli deve stare vicino. L’occhio per il calcio e la professionalità di Allegri l’ho riscontrata in pochissimi allenatori".

Infine parla della nuova avventura di Allegri: "Sa che responsabilità ha a Napoli e che passione ci mettono i napoletani. Non credo sia andato lì per guadagnare 100mila euro in più, ma per affrontare una sfida e farà bene. Ho sentito Massimiliano prima che venisse a Napoli, se è venuto è perché crede in se stesso. Prima di Milan-Cagliari gli dissi che non poteva lasciare i rossoneri fuori dalla Champions League, che avrebbe fatto una brutta figura, lui mi diede ragione dicendomi però che si sentiva lasciato solo dalla società. Probabilmente aveva già la testa lontano da Milano".

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