Chi dopo Gravina? L'avvocato Spallone: "Mix tra capacità manageriali e conoscenze calcistiche"
L’avvocato Giorgio Spallone, esperto in diritto sportivo, ha commentato a BianconeraNews le ultime tristi vicende in casa Nazionale e, di conseguenza, FIGC. Queste le sue dichiarazioni principali sul futuro post Gravina: "Le dimissioni di Gravina sono ovviamente un punto di partenza per il calcio italiano. È necessaria un’autentica ricostruzione, non già della Nazionale, ma dell’intero sistema calcio. La Federazione deve riacquistare il ruolo proprio che le attribuisce lo statuto, di sintesi fra istanze, necessità e interessi di tutte le molteplici e assai diverse componenti del sistema calcio".
Su quale figura vedrebbe bene per il dopo-Gravina: "È indispensabile porre termine a una situazione di conflitto permanente fra il livello politico sportivo, le Leghe e Federazione, che ha prodotto l’attuale stato di immobilismo, causa prima della situazione che tutti vediamo. Occorre prendere definitivamente atto che il calcio rappresenta un asset economico non secondario dell’economia del Paese. Allo stesso tempo, rimane il gioco più bello del mondo. Coniugare queste due evidenze sarà il compito principale del nuovo presidente, che dovrà necessariamente riunire in sé capacità manageriali e conoscenza dell’ambiente calcistico. Chi è stato campione sul campo potrà costituire una risorsa fondamentale, ma nel settore tecnico della Federazione che, ovviamente, riveste importanza primaria. Inevitabilmente Gravina sarà uno degli attori protagonisti, in quanto presidente uscente e depositario ancora di una buona fetta di potere, delle prossime elezioni in FIGC".
Su una possibile riforma della Federazione: "Ritengo che, per le modalità con cui si è aperta, questa nuova fase liberi tutte le migliori competenze e professionalità che sicuramente esistono nel panorama del nostro calcio, con una forte e necessaria spinta innovativa nelle persone, negli ideali e nei programmi. Le elezioni per il nuovo presidente federale possono costituire un passaggio di svolta epocale nel calcio, che dovrà riguardare tutti i suoi ambiti, dall’attività giovanile di base, all’improcrastinabile ricostruzione delle infrastrutture sportive, fino, certamente, ad una rivisitazione delle norme di elezione e funzionamento degli organismi di governo e giurisdizionali della Federazione. Il tutto, però, è condizionato all’abbandono dell’attuale unanimismo di facciata, che come ho detto equivale ad immobilismo, ed all’avvio di una nuova stagione dialettica, anche forte e vivace, ma produttiva di decisioni efficaci, fra il livello politico - leggasi, Ministero dello Sport - quello economico delle Leghe professionistiche e, per l’appunto, la FIGC. Soltanto con questo approccio aperto e lungimirante, potremo anche sperare di rivedere la nostra nazionale ai prossimi mondiali del 2030".











