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Critiche a Di Gregorio, Peruzzi: "Non è scarso per una partita, giudicatelo dopo 3-4 anni"

Critiche a Di Gregorio, Peruzzi: "Non è scarso per una partita, giudicatelo dopo 3-4 anni"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 18:45Serie A

La Juventus si avvicina alla sfida nel derby contro il Torino, che sarà decisiva per la qualificazione alla prossima Champions League, appesa ormai ad un lumicino dopo il passo falso contro la Fiorentina. Dopo la sfida con i viola sono arrivate altre critiche per il portiere bianconero Michele Di Gregorio, incerto in occasione del primo gol della squadra di Vanoli.

Nel corso di un'intervista rilasciata a Tuttosport l'ex estremo difensore bianconero, Angelo Peruzzi, lo ha difeso: "Per me ha fatto delle buonissime cose a Monza, altrimenti la Juve non l’avrebbe mica preso. Partiamo da questo: dalle sue qualità. Poi diciamo pure che per me un portiere va giudicato dopo tre o quattro stagioni, non adesso perché sarebbe troppo presto. Non è scarso perché sbaglia una partita".

Sulla situazione attuale della Juventus, ha poi spiegato: "Da dirigente, alla Lazio, chiedevo ai colleghi: perché quando perdiamo i nostri giocatori sono i più scarsi? A volte i calciatori si giudicano solamente guardando i gol che fanno la domenica", le sue parole.

E una certa importanza ce l'ha anche il metodo con il quale vengono scelti i giocatori, secondo Peruzzi: "A proposito di algoritmi: una volta Walter Sabatini, a Formello, mi aveva chiesto consiglio sul portiere che avrebbe preso il mio posto dopo l’addio. Quaranta minuti di dvd, le migliori parate fatte fino a quel momento. “Questo è meglio di Zoff ”, gli dico. Avevo visto solo cose positive, neanche un gol preso: era impossibile giudicarlo davvero. Lippi mandava il suo vice, Pezzotti, a seguire un giocatore per settimane: lo conosceva, pranzava con lui. Sceglieva l’uomo prima delle qualità tecniche. Adesso si è persa questa situazione qui, questo tentativo di avvicinarsi. E i numeri sono certamente più freddi, in questo senso".

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