Crollo Juve, settimana chiave: incontro Spalletti-Elkann per il futuro
La Juventus ha perso 0-2 contro la Fiorentina offrendo una prestazione imbarazzante. I bianconeri sono così precipitati al sesto posto in classifica e, ormai, la qualificazione alla Champions League sembra un miraggio. Eppure la squadra aveva tutto nelle proprie mani, ma ha buttato via un’occasione enorme disputando una gara nettamente al di sotto delle sue possibilità. I giocatori sono apparsi senza energie e la pressione non può rappresentare un alibi per una squadra del livello della Juventus. Di Gregorio ha commesso l’ennesimo errore di una stagione molto complicata. Nonostante il gol subito, la Juventus non ha minimamente accennato a una reazione e la sensazione, con il passare dei minuti, era che la rete del pareggio non sarebbe mai arrivata. Nel secondo tempo, Spalletti ha subito messo mano ai cambi inserendo Boga al posto di uno spento Koopmeiners. Anche nella ripresa, però, il copione non è cambiato e la Juventus ha continuato ad attaccare con poca convinzione. Successivamente, Spalletti ha inserito anche Zhegrova e Thuram. Il kosovaro è riuscito a servire Vlahovic in area di rigore e il serbo aveva trovato il gol dell’1-1, ma Massa ha annullato la rete per fuorigioco. Da quel momento in avanti, la Juventus si è spenta definitivamente e ha poi incassato anche il gol del definitivo 0-2.
I dubbi di Spalletti.
Luciano Spalletti, in conferenza stampa, ha analizzato la prestazione della Juventus contro la Fiorentina: “La Juventus ha perso contro diverse cose, perché sono state più cose. anche se questo fatto di non saper gestire, di non essere rimasti lucidi e dare continuità in un momento determinante come questo è la cosa che viene messa in risalto. Poca valutazione, poca testa che ragiona, che sa considerare, che sa rimanere lucida dentro gli episodi di scorrimento della partita. Poca roba per quello che è l’importanza del risultato. Mi nasce facile andare a dover cercare su me stesso la ricerca della squadra, il comportamento di squadra in questa partita qui. Diventa difficile spiegarselo. Abbiamo condotto un campionato, è qualche mese che si lavora e ci eravamo preparati per questo momento. Non era figlia di un episodio, come quello di Roma. Figlia di un comportamento corretto, di lavorare in modo corretto, di essere professionisti. Dentro alla possibilità di prenderci i giusti meriti, che ci venissero riconosciuti, abbiamo fatto male e abbiamo non reagito a situazioni non di gioco normali. Abbiamo preso il gol quando non era ancora successo niente e si va”. Inoltre, il tecnico di Certaldo ha parlato del suo futuro e dell’incontro che avrà in settimana con Elkann: “Perché vuole mandarci in ritiro? Io vedo dei ragazzi che sono distrutti per questo risultato.Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui. Non si va a far niente. Si dice la partita della vita, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juventus-Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Potevamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo. Ma il calcio racconta, racconta sempre delle cose. Poi dentro ognuno va a prendere delle cose che mi pare, trasferisce quello che vede. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Siamo tutti i giorni in ritiro, pensiamo sempre a dare soddisfazioni ai tifosi. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto presentato oggi”. Nei prossimi giorni si capirà qualcosa in più sul futuro della Juventus e non sono da escludere nuovi ribaltoni dal punto di vista societario.
L’analisi di Locatelli.
Dopo la gara contro la Fiorentina, Manuel Locatelli si è presentato in conferenza stampa sottolineando che la dirigenza non ha detto nulla di particolare alla squadra dopo l’ennesimo passo falso: “Non hanno detto nulla perché in questo momento non c’è niente da dire. Ha detto qualcosa solo il mister. Oggi abbiamo fatto una partita bruttissima quindi è difficile trovare le parole. I tifosi hanno diritto di criticarci, questa è la realtà e non dipende più da noi. Questo è grave”. Il capitano della Juventus ha poi preso le difese di Spalletti, finito inevitabilmente sulla graticola: “Non penso che lui debba essere messo in discussione. Le responsabilità sono nostre, in campo ci andiamo noi. Il primo esame di coscienza deve essere nostro. Qui alla Juve siamo sempre in discussione ma noi da giocatori e io da capitano in primis dobbiamo farci un’esame di coscienza. Se non raggiungiamo l’obiettivo Champions League è una cosa gravissima”. Infine, Locatelli ha spiegato quale fosse il suo stato d’animo al termine della partita: “Da capitano sono distrutto, vivo tutto per dare il 100% e ognuno deve assumersi le sue responsabilità. I primi a doversi fare un esame di coscienza siamo noi, poi la società farà tutte le valutazioni del caso”.











