De Laurentiis, Conte e i conti (da far quadrare): la partita sul futuro si gioca sulla condivisione
Le parole di Antonio Conte dopo l’ultima gara hanno riacceso il tema del futuro, confermando che il rapporto con il Napoli non dipenderà solo dal contratto ma soprattutto dalla condivisione delle strategie. Il tecnico ha voluto chiarire la propria posizione, spiegando che a fine stagione ci sarà un confronto con il presidente: “Io non lego la mia permanenza al Napoli al contratto, non devo fare pressioni. Ci vedremo col presidente a fine stagione e se non dovesse esserci più sintonia o non dovessimo vedere certe situazioni nella stessa maniera, ci saluteremo con grande affetto”.
Conte ha ribadito anche il suo legame con l’ambiente: “Io qui mi trovo benissimo, con Napoli e con i napoletani. Ho voglia di continuare e se ci saranno i presupposti continueremo. Però so che porto aspettative, per i media e per le altre squadre. Devo arrivare primo o secondo, così dice la storia. Leggo che gli altri si stanno preparando con i fuochi d’artificio, noi cercheremo di rispondere con i fuochi d’artificio sul campo”.
Il nodo principale riguarda il prossimo mercato. Negli ultimi due anni il Napoli ha investito cifre importanti, circa 150 milioni la scorsa estate e poco meno nella precedente, grazie anche (soprattutto) alle cessioni di Osimhen e Kvaratskhelia. Ora, però, non ci sono operazioni simili all’orizzonte e il club deve fare i conti con un monte ingaggi cresciuto molto, tanto che a gennaio la Figc ha bloccato il mercato per l’indice del costo del lavoro.
Il feeling tra Conte e De Laurentiis resta forte, ma la sostenibilità economica impone limiti chiari. Il presidente vorrebbe continuare con il tecnico anche in vista del centenario del 2026, ma il progetto dovrà restare compatibile con le reali possibilità del club.











