Enrico Ruggeri: "Io figlio unico, Beccalossi un fratello. Valeva il prezzo del biglietto"
“Io sono figlio unico, lui era uno dei miei fratelli”. Enrico Ruggeri, cantautore e amico di Evaristo Beccalossi, ricorda così l’icona nerazzurra, i cui funerali si celebrano oggi a Brescia: “Faceva innamorare la gente, era un calcio in cui la grande giocata valeva ancora il biglietto. Sono gli ultimi giocatori di una generazione in cui il passaggio che non riesci a vedere, lui sì. E poi l’assist, la giocata di fino, erano più importanti della vittoria. Al di là del fatto che poi abbia anche vinto uno scudetto, l’ultimo senza stranieri”.
Si può dire che fosse il calciatore dell’Inter più amato?
“Beh, di quella generazione sicuramente sì. Era uno che si portava la leggenda dietro, sono quei giocatori che piacciono ai compagni e anche ai tifosi. Ha fatto 36 gol, ma ne ha fatti fare molti di più”.











