Maccarone: "Juve, Paredes sarà importante. Attaccanti? Difendo Immobile"
Massimo Maccarone, ex attaccante tra le altre di Siena, Palermo, Sampdoria ed Empoli, è intervenuto nel corso del TMW News, iniziando a parlare della squadra di Paolo Zanetti: "L'Empoli è sempre stata una società che punta molto sui giovani ed anche sugli allenatori. Prima lo ha sempre fatto con i giocatori e adesso lo sta iniziando a fare anche con i tecnici. Sono contento per quello che sta facendo soprattutto Zanetti perché è un grande allenatore. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di andare a vedere i suoi allenamenti a Venezia perché penso che sia molto bravo. L'Empoli ha individuato un allenatore bravo per far crescere ancora meglio i giovani".
Giampaolo non ha invece fatto bene alla Sampdoria. Cos'è mancato al suo ex tecnico per ottenere risultati nelle ultime stagioni?
"Credo che il mister da quando è andato alla Sampdoria, e sono andato spesso a vederlo, quest'anno inizialmente ha avuto tanta sfortuna, come gli capita spesso. Ha perso e pareggiato partite che doveva vincere, poi è normale che quando non vengono i risultati l'allenatore è quello che paghi per primo. Quando vai avanti senza risultati in una piazza importante come la Sampdoria, dove pretendono tanto, possono capitare annate storte".
Si aspettava un Napoli così dominante?
"Dopo le partenze di quest'estate nessuno si aspettava un campionato del genere. La differenza la sta facendo tutta la squadra e le vittorie contro le piccole. Anno scorso perse contro Empoli e Spezia, ora ha questo valore in più perché sta facendo un grande campionato contro le big e soprattutto contro le piccole, gare che fanno la differenza per chi vuole vincere il campionato".
Nel Napoli giocano anche Zielinski e Mario Rui, due suoi ex compagni. Si aspettava che potessero diventare così forti?
"Me lo immaginavo. Mario Rui è un terzino molto tecnico che fa al caso del Napoli che gioca sempre la palla, mentre Zielinski ho sempre detto, fin da quando era giovane ed era con me, che dipendesse da lui che carriera avrebbe fatto perché ha delle doti veramente importanti che pochi giocatori hanno. E continua a crescere, anno dopo anno fa sempre meglio".
Lei ha visto da giovanissimi anche Darmian e Dimarco. Quanto sono cresciuti e quanto sono affidabili oggi per l'Inter?
"Sono cresciuti molto. Li ho avuti molto giovani, erano ai primi anni delle loro carriere, ma si vedevano già delle qualità importanti per la loro età. Hanno creduto in queste e nella crescita, si meritano di stare in determinati palcoscenici".
Chi ha avuto una grande carriera è il suo ex compagno Paredes, che però sta facendo fatica alla Juventus. Perché?
"Si sta parlando di un altro grande giocatore, arrivato in una Juventus in difficoltà. Poi non so se ha avuto qualche problema fisico, la Juventus ha riniziato a vincere e poi è normale che l'allenatore non voglia cambiare il meccanismo. Leandro lo reputo un grande giocatore, sicuramente quando ritroverà la forma fisica migliore sarà importante per la Juventus".
Qual è il suo vero ruolo perché da regista sembra soffrire in fase difensiva.
"Lui non è tanto dinamico, però ha grandi qualità. Davanti alla difesa è uno dei suoi ruoli, ma anche mediano in un centrocampo a due è una delle sue posizioni principali".
La Lazio sta trovando sempre più continuità con Sarri. Che cos'è in grado di dare in più alle sue squadre lei che lo ha avuto?
"Organizzazione, verticalizzazione e possesso palla, che sono le sue doti principali. Ci vuole tempo, infatti l'anno scorso si era solo intravisto qualcosa. Per un determinato tipo di calcio ci vuole sempre tempo e pazienza, quest'anno sta raccogliendo il lavoro fatto già l'anno scorso".
Come mai Sarri vuole portarsi dietro sempre Vecino?
"Perché ha gamba, qualità, inserimento ed è un giocatore importante. Ha avuto infortuni in carriera che lo hanno frenato nella sua crescita, ma ora che ritrova continuità può fare molto bene ed è uno dei centrocampisti più bravi nell'inserirsi in Serie A".
Da ex attaccante, chi è il centravanti che più le piace in Italia?
"Io difendo sempre Immobile perché dà sempre l'anima per la squadra e fa sempre gol. Purtroppo ha questa etichetta che segna poco in Nazionale, ma è pura casualità perché un ragazzo che segna così tanto è anche difficile criticarlo. Non avrà la tecnica di altri attaccanti, ma ha la tenacia, la corsa e l'attacco alla porta che tanti non hanno".
Per il futuro invece su chi punterebbe?
"Ce ne sono diversi. Sono tanti giovani, ma bisogna dare loro la fiducia e la possibilità di giocare e rischiare di buttarli anche in un grande club per crescere in Serie A, ma soprattutto a livello internazionale. Ce ne sono tanti: da Scamacca a Pinamonti, Grifo all'estero sta facendo bene. Basta avere il coraggio di prenderli in una grande squadra e far fare loro più esperienza internazionale".
Crede sia corretto convocare giovani in Nazionale che ancora devono debuttare nei club? Ai suoi tempi si faceva molta più fatica.
"Sì, si faceva molta più fatica, ma sono amico del mister e non posso che dargli ragione (ride, ndr). Non ci siamo qualificati al Mondiale, ma abbiamo vinto l'Europeo con una squadra che nessuno pensava potesse vincerlo. Bisogna dargli fiducia per il lavoro che sta facendo".






