Esposito: "Nulla di nuovo, ma almeno si è vista un'Italia diversa. Napoli, pensa al 3° posto"
L'ex attaccante Massimiliano Esposito, che in carriera ha vestito anche la maglia del Napoli, ha parlato delle vicende azzurre, sia quelle dei partenopei che della Nazionale italiana, intervenendo sulle frequenze web di Radio Tutto Napoli. Iniziando dalla sconfitta in Bosnia e dalla crisi sistemica che si è aperta, dice: "Non c’è nulla di nuovo. Sono passati dodici anni e ogni volta, dopo un fallimento, si ripetono sempre le stesse cose. Stavolta, almeno, si è vista una Nazionale diversa, che ha rispecchiato l’allenatore: una squadra che ha corso, lottato e combattuto. Però il calcio italiano oggi questo offre. Non è tanto un problema di ct, presidente o responsabili, è un problema di fondamenta. Negli anni si è dato sempre più spazio agli stranieri e sempre meno valore ai settori giovanili, quelli che una volta formavano davvero i giocatori destinati poi alla Nazionale. Ai miei tempi per arrivare in azzurro dovevi fare almeno tre campionati ad alto livello, non tre partite decenti. Oggi basta molto meno, e questo fa capire quanto sia sceso il livello medio".
Ma il problema dove si riscontra?
"È strutturale. Bisogna rifondare tutto, dai vivai alle infrastrutture, fino alla mentalità con cui si cresce un giocatore. Se non sistemi il terreno, il giardiniere e il vivaio, non puoi pretendere i frutti. In questi dodici anni non si è fatto quasi nulla di serio e il risultato è sotto gli occhi di tutti".
Passando al Napoli, che attendersi dalla sfida contro il Milan?
"Le prossime due giornate diranno tanto. Napoli-Milan e Inter-Roma sono incroci pesantissimi. È ovvio che se il Napoli vince e l’Inter dovesse perdere punti, si aprirebbe uno spiraglio importante. Però il Napoli deve pensare prima di tutto a consolidare il terzo posto e, magari, ad andare a prendersi il secondo. Poi, se l’Inter dovesse ancora rallentare, con il recupero di tanti giocatori importanti il Napoli potrebbe anche provarci fino in fondo".
Si aspetta qualche novità tattica?
"Se ragiono da attaccante, partirei subito con Alisson Santos perché è rapido, verticale, attacca bene la linea e può creare problemi immediati. Se invece ragiono da allenatore, allora penso a una partita più simile a quella di Cagliari: partire con una formazione equilibrata e poi giocarsi Alisson a gara in corso, quando il Milan può essere più stanco e lui può incidere ancora di più".
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